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  dicembre 2025

Studenti e operai: per una lotta congiunta contro la leva e la militarizzazione

Scioperi nelle scuole contro la coscrizione in Germania
Non siamo “carne da cannone” per l’imperialismo tedesco!


Berlino, 5 dicembre 2025: studenti delle scuole medie superiori e universitari manifestano, insieme ai genitori, contro l’introduzione della coscrizione militare.  (Foto: screenshot da un video della Berliner Zeitung)

L’articolo che segue è stato tradotto da Permanente Revolution n. 8 (inverno 2025-2026), pubblicato dall’Internationalistische Gruppe, sezione tedesca della Lega per la Quarta Internazionale.

Venerdì pomeriggio, 5 dicembre 2025, l’area antistante la stazione della metropolitana di Hallesches Tor a Berlino risuonava di voci. Tremila o più studenti vi si erano raccolti per esprimere la loro opposizione alla “Legge sulla modernizzazione del servizio militare” che in quella stessa giornata sarebbe stata messa ai voti nel Bundestag (la camera bassa del parlamento tedesco). Da un capo all’altro della Germania circa 55.000 studenti erano scesi in piazza, in 87 città, per protestare contro questa legge, che ha incontrato quasi dovunque una diffusa opposizione da parte dei giovani e dei loro genitori. Il messaggio delle manifestazioni era chiaro: “Noi non saremo carne da cannone per le vostre crisi.”

Ciò nonostante, la legge è stata prontamente approvata dalla coalizione di governo “nero/rossa” (democratico-cristiana/socialdemocratica): quasi tutti i membri del parlamento appartenenti alla CDU (Unione Democratica Cristiana) e al SPD (Partito Socialdemocratico di Germania) hanno votato a favore. Questa legge costituisce il fulcro della militarizzazione della società, che mira a rendere la Germania “pronta alla guerra” entro il 2030. La borghesia imperialista vuole portare il numero di soldati della Bundeswehr (le forze armate tedesche) da 180.000 a 260.000, un incremento di quasi il 50%. Includendo le riserve, nel 2030 il numero totale di soldati della Bundeswehr raggiungerà le 460.000 unità. Inizialmente l’arruolamento dovrebbe essere volontario, ma diventerà obbligatorio (una coscrizione forzata) se la Bundeswehr, com’è prevedibile, non riuscirà a raggiungere la sua quota di reclute volontarie.

Nei mass media borghesi la questione viene presentata come una scelta personale: chiunque non voglia andare sotto le armi è libero di rifiutarsi. Ma questo servizio militare obbligatorio serve a preparare alla guerra a Est: ancora una volta si stanno apprestando a inviare soldati tedeschi in Ucraina, dove la Wehrmacht perpetrò un genocidio durante la Seconda guerra mondiale. Per tre anni i paesi membri della NATO (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) hanno armato fino ai denti l’esercito infestato dai fascisti del governo fantoccio di Kiev. Dal momento che in Ucraina stanno perdendo la guerra per procura imperialista contro la Russia, adesso spingono per un “cessate il fuoco” allo scopo di intensificare la militarizzazione interna e di inviare al fronte le “forze di pace” dell’Unione Europea (UE).

Per opporsi effettivamente alla leva obbligatoria occorre combattere contro la guerra alla quale essa è destinata a fornire soldati usa e getta (Einwegsoldaten). Si tratta la punta avanzata di un programma destinato a preparare tutta la società alla guerra – dall’educazione “patriottica” alla conversione delle fabbriche automobilistiche a fabbriche per la produzione di carri armati e al taglio dei programmi sociali. Esso procede di pari passo con l’offensiva contro gli immigrati e con la brutale repressione delle proteste contro il genocidio imperialista/sionista a Gaza. E non illudiamoci: una guerra diretta contro la Russia segnerebbe l’avvio di una Terza guerra mondiale, con i missili a medio raggio schierati in Germania a partire dal 2027 che fungerebbero da innesco per una guerra nucleare.

La coscrizione non è soltanto un problema per i giovani, ma colpisce tutti i lavoratori. Il rifiuto di diventare “carne da cannone” esige che i cannoni vengano messi a tacere. Eppure la maggior parte degli elementi di sinistra e delle proteste fa appello unicamente al rifiuto individuale, perché vuole evadere il problema della guerra. Dunque i preparativi per la guerra dovrebbero andare avanti “senza di noi”? Assolutamente no. Proprio in virtù della coraggiosa volontà dei giovani di lottare contro tutto questo, noi trotskisti facciamo appello ad estendere gli scioperi scolastici contro il servizio militare attraverso gli scioperi operai e una lotta di classe generale contro la militarizzazione e la guerra imperialista.

I giovani e i meno giovani non sono disposti a morire per la Germania

Nel suo primo discorso programmatico, il cancelliere tedesco Friedrich Merz (CDU) ha auspicato che la Germania mantenga “l’esercito convenzionale più forte d’Europa”. Per farlo, essa ha non soltanto bisogno di un numero maggiore di carri armati, ma deve anche rimettere in sesto le infrastrutture fatiscenti (linee ferroviarie e ponti autostradali) per il loro trasporto, formare medici militari per curare i feriti e, soprattutto, reclutare più soldati da poter spedire tra le grinfie della macchina da guerra imperialista. Dopo che il Bundestag ebbe approvato la legge sul servizio militare il 5 dicembre, il Bundesrat (la camera alta del parlamento, equivalente al Senato in Italia) fece altrettanto il 18 dicembre.

A partire dal 1° gennaio 2026, tutti gli uomini che abbiano compiuto 18 anni (per le donne la cosa è, per il momento, facoltativa) debbono compilare un questionario affinché possa essere valutata la loro idoneità e reclutabilità nella Bundeswehr e presentarsi per una visita medica a partire da luglio 2027. Anche in questo caso il reclutamento sarà inizialmente volontario. La Bundeswehr diventerà più attraente grazie a uno stipendio mensile di 2.600 euro (che corrispondono, grosso modo, alla retribuzione lorda di un assistente infermieristico) e a un bonus per chi è in possesso della patente di guida. Gli attacchi alla sanità e al sistema sociale e i tagli occupazionali porteranno a un aumento del “reclutamento tra le fasce più povere della popolazione”. Se entro il 2027 il numero delle adesioni volontarie sarà insufficiente, il Bundestag introdurrà, se necessario, la coscrizione.

Sebbene si autodefinisca come l’unico partito della pace, nel 2020 (ossia prima dell’inizio della guerra per procura in Ucraina), il partito di ultra-destra Alternativa per la Germania (AfD) sottopose al Bundestag un disegno di legge per reintrodurre il servizio militare obbligatorio, giustificandolo con la necessità di ampliare la Bundeswehr di 30.000 soldati. La proposta venne respinta dagli altri partiti federali. Cinque anni dopo, SPD e CDU, nel loro accordo di coalizione, hanno concordato sul fatto che un aumento del numero di soldati fosse necessario, ma su scala molto più ampia. Malgrado abbia votato il 5 dicembre contro la legge sulla coscrizione, adesso l’AfD si trova ad affrontare un dibattito interno su questo problema.

Nonostante i suoi toni pacifici riguardo alla guerra in Ucraina, dove si è mostrata riluttante a seguire la linea bellicosa anti-russa stabilita da Washington sotto la guida del falco da Guerra fredda Joe Biden – l’AfD è pur sempre favorevole al rafforzamento dell’imperialismo tedesco. E com’è avvenuto per la sua campagna anti-musulmana, i partiti di governo traggono ispirazione dalla fascistoide AfD per portare avanti la loro agenda razzista e militarista. La ragione addotta nel 2020 dall’SPD per respingere la mozione dell’AfD fu la mancanza di infrastrutture e di istruttori. E anche adesso la coscrizione “volontaria” è una soluzione temporanea in attesa che tutto sia pronto, ma la decisione della borghesia di mobilitarsi per la guerra è ormai stata adottata.

Le strutture edilizie della Bundeswehr, in precedenza convertite per uso civile, devono ora essere riconvertite in impianti militari. Le società immobiliari si fanno concorrenza per rendere nuovamente operative le caserme dismesse e per costruirne di nuove. Occorre potenziare le capacità di reclutamento e addestrare il personale per selezionare oltre 300.000 giovani uomini (e alcune migliaia di donne) l’anno. E forse ciò che è più importante, la popolazione deve essere preparata alla guerra che si intende condurre, in modo tale che accetti i tagli alle proprie condizioni di vita e ai propri mezzi di sostentamento, e che essa stessa o i suoi figli verranno inviati al fronte.

La prossima guerra sarà molto diversa dal ventennale dispiegamento di circa 90.000 soldati della Bundeswehr in Afghanistan, circa 60 dei quali sono morti (mentre hanno ucciso almeno diverse centinaia di afghani). Nel caso di una guerra diretta contro la Russia, il medico generale di Stato Maggiore Ralf Hoffmann valuta che possano esservi circa 1.000 soldati feriti al giorno (Die Zeit, 22 settembre 2025). Mille feriti gravi ogni giorno? Come ha osservato un lettore attento, con cifre di questo genere in fatto di perdite, “si tratta di quella che io definisco preparazione per un dispiegamento della Bundeswehr in Ucraina”. E i morti? Dato il consueto rapporto di 4 a 1 tra feriti e morti ammazzati in guerra, ciò corrisponderebbe a 250 soldati tedeschi morti al giorno. Diresti “carne da cannone”?

Ma tutto ciò diventerà ancora più impopolare di quanto già non lo sia. Nel corso di un sondaggio d’opinione della MDR (emittente pubblica della Germania centrale) del 17 dicembre 2025, l’82% dei giovani compresi tra i 15 e i 29 anni ha ritenuto “giustificata” l’opposizione al servizio militare obbligatorio. È probabile che ciò valga ancora di più per quel terzo di giovani tedeschi di origine immigrata che subiscono la discriminazione razziale.

Il ministro della Guerra socialdemocratico Boris Pistorius durante una visita alla Scuola di fanteria dell’Esercito tedesco nel maggio 2023. La Bundeswehr (le forze armate tedesche) afferma di aver bisogno di altre decine di migliaia di soldati per essere pronta al combattimento entro il 2030 e poter condurre una guerra contro la Russia nell’Europa orientale. 
(Foto: Yann Bombeke / DBwV)

Nel frattempo, secondo un’inchiesta della RND (Rete Editoriale Tedesca) del 3 agosto 2025, il 59% delle persone di tutte le fasce d’età “probabilmente non” o “sicuramente non” impugnerebbe le armi nel caso di un attacco alla Germania. Soltanto il 16% sarebbe disposto a difendere la Repubblica Federale Tedesca. A titolo di confronto, secondo un sondaggio internazionale Gallup del 2024, il 41% degli americani aveva dichiarato di essere personalmente disposto a combattere.

Fuori la Bundeswehr dalle scuole!

Di fronte a un’opposizione tanto diffusa, chi detiene il potere avrà difficoltà a irreggimentare la popolazione per la guerra. Secondo la legge, “il nuovo servizio militare si prefigge di aumentare in maniera permanente e significativa la disponibilità a prestare servizio mediante un potere d’attrazione molto maggiore, con dei riconoscimenti e un periodo di leva significativo e stimolante”. Tutto ciò richiederà un sacco di propaganda, a partire dalla più giovane età.

E questo è esattamente quanto stanno facendo. Il programma per bambini “Logo” del canale televisivo ZDF (Seconda Televisione Tedesca), ad esempio, ha un segmento sul servizio militare obbligatorio che viene mostrato ai bambini come parte delle loro lezioni di educazione civica. Lo scenario ipotizza che la Germania stia per entrare in guerra e ai ragazzini viene chiesto come ognuno di loro possa offrire il proprio contributo. In questo video grottesco gli adolescenti si schierano a favore o contro il servizio militare obbligatorio. Alla domanda se possano immaginare di difendere il proprio paese imbracciando un’arma e uccidendo qualcuno, un quattordicenne ha risposto: “Personalmente non riuscirei a uccidere delle persone innocenti soltanto perché i politici dicono, questi sono i nostri nemici; e adesso dovete ammazzare questa gente.’”

Al termine del video gli adolescenti sono spinti verso un “compromesso”: il servizio militare dovrebbe essere obbligatorio, ma chi non vuole uccidere o morire per la Germania può svolgere altri ruoli nell’esercito.

In aggiunta a questo, giovani ufficiali e reclutatori per l’esercito fanno regolarmente visita alle scuole per tenervi dei discorsi che, in realtà, sono propaganda di guerra. La Bundeswehr allestisce stand di reclutamento nelle scuole e durante le fiere del lavoro. Il GEW (Sindacato dell’Istruzione e della Scienza) sottolinea che l’educazione è responsabilità degli insegnanti, che hanno una formazione pedagogica, e non dei reclutatori della Bundeswehr. E secondo il GEW nessun insegnante o studente può essere obbligato a partecipare ad un evento con l’esercito. Ma la realtà è molto diversa. In Baviera, dal 2024, le scuole e le università sono state costrette a collaborare con la Bundeswehr.

Il GEW sostiene la necessità di “mettere un freno all’influenza della Bundeswehr nelle scuole”. Esso “rifiuta e condanna i tentativi della Bundeswehr di reclutare nelle scuole e in altre istituzioni educative”. E “fa appello ad agire contro gli sforzi di reclutamento della Bundeswehr”. Ma adesso può e deve fare molto di più per contrastare la crescente militarizzazione del sistema scolastico. Poiché le visite della Bundeswehr nelle scuole sono legalmente consentite soltanto su invito, il GEW (in collaborazione con gli studenti) dovrebbe respingere con decisione tale interferenza militare, anche organizzando manifestazioni e scioperi scolastici. Se l’amministrazione della scuola l’invita comunque, allora anche gli oppositori del servizio militare dovrebbero essere invitati per controbatterli.

Il sindacato degli insegnanti deve inoltre difendere gli studenti che vengono puniti per la loro opposizione alla leva obbligatoria, opposizione che potrebbe portare a una repressione che cambierà per sempre le loro vite.

  • A Lipsia l’anno scorso gli studenti della Humboldtschule (Scuola Humboldt) hanno organizzato una protesta con “die-in” (un sit-in nel quale hanno simulato di morire) nell’ambito della campagna “Nessuna pubblicità a favore della morte” contro un evento della Bundeswehr nella loro scuola, protesta in seguito alla quale due studenti sono stati minacciati di espulsione (minaccia in seguito ritirata in seguito a una petizione di protesta).
  • A Gotha due studenti della Staatlichen Fachschule für Bau, Wirtschaft und Verkehr (Scuola professionale di Stato per l’edilizia, l’economia e i trasporti) hanno subito una sospensione di sei giorni come punizione per aver protestato contro uno stand di reclutamento della Bundeswehr, protesta durante la quale avevano circondato lo stand stesso di palloncini rosa ed esposto uno striscione con su scritto: “Istruzione invece di bombe.”
  • A Friburgo un diciannovenne è stato condannato lo scorso dicembre (2024) a 15 ore di lavori socialmente utili per aver “insultato” un giovane agente con due memi su Instagram in seguito a un evento della Bundeswehr svoltosi nella sua scuola.

Questi sono soltanto alcuni esempi della repressione contro gli attivisti anti-guerra nelle scuole messa in atto dallo stato tedesco e dalle amministrazioni scolastiche che difendono gli interessi di tale stato.

Il sindacato degli insegnanti dovrebbe inoltre sostenere attivamente il prossimo sciopero scolastico, previsto per il 5 marzo. Il 5 dicembre 2025 i membri del GEW in diverse località (ad esempio nella regione dell’Assia) hanno fatto appello alla solidarietà con lo sciopero studentesco. Stavolta gli insegnanti di tutta la Germania dovrebbero dichiarare il loro appoggio. Occorre inoltre compiere degli sforzi per estendere lo sciopero, soprattutto dal momento che le sezioni giovanili della ver.di (Unione dei sindacati el settore dei servizi) e l’IG Metall (Sindacato industriale dei metalmeccanici) si sono espressi contro la coscrizione. E la lotta contro la militarizzazione dovrebbe essere condotta di pari passo con lotte contrattuali nel settore pubblico e con le proteste contro l’erosione dei programmi sociali causata dal riarmo.

Per una mobilitazione operaia contro la corsa imperialista verso la guerra

Per quanto coraggiose e ristoratrici possano essere le proteste contro la coscrizione, invece di opporre una resistenza collettiva alla corsa imperialista verso la guerra – che è la ragione per cui la coscrizione viene reintrodotta – esse sono quasi tutte caratterizzate da illusioni democratiche (“Coscrizione? No, grazie!”) e appelli alla libertà individuale (“Coscrizione: non con noi!”, “Non è questo il mio dovere” ecc. ecc.). Ma il fatto che la stragrande maggioranza dei giovani vi si opponga e che molti si rifiutino di prestare servizio militare non fermerà la coscrizione forzata. Persino l’appello di Wilhelm Liebknecht del 1887, “Non un uomo, non un soldo per il militarismo”, si riduce soltanto a dire di “No”, senza un programma per la lotta rivoluzionaria contro gli scopi bellici degli imperialisti.

Gran parte della sinistra ripone le proprie speranze nel partito Die Linke (La Sinistra) in quanto presunto oppositore della guerra. Die Linke ha votato contro la coscrizione al Bundestag e alcune sezioni locali di questo partito hanno sostenuto lo sciopero studentesco del 5 dicembre. I suoi gruppi giovanili – Die Linke.SDS e Linksjugend solid – hanno svolto un ruolo di primo piano nell’organizzazione delle proteste studentesche contro la coscrizione. Ma Die Linke non costituisce un’opposizione alla militarizzazione. In un dibattito sull’emittente televisiva ARD tra Heidi Reichinnek (Die Linke) e Tim Klüssendorf (SPD), la portavoce di Die Linke ha dichiarato che “nessuno può essere costretto a prestare servizio militare. Punto e basta.” Ma ci crede davvero?! La Reichinnek ha poi aggiunto: “Dobbiamo parlare di come la Bundeswehr possa diventare un allettante datore di lavoro.”

I socialdemocratici di seconda ondata del Die Linke si preoccupano principalmente di dimostrare di essere “idonei a governare”. Nel maggio 2025, ad esempio, il loro gruppo parlamentare al Bundestag ha contribuito coi propri voti a spianare la strada a Friedrich Merz affinché diventasse cancelliere. Proprio in dicembre 2025 hanno reso possibile, astenendosi dal voto, la “riforma delle pensioni” della coalizione di governo. E all’inizio del 2025 il Die Linke di Brema e del Meclemburgo-Pomerania Anteriore ha votato a favore del pacchetto di debito che prevede ulteriori investimenti per l’esercito e le infrastrutture. Nonostante alcune reticenze verbali, Die Linke è pienamente allineato con la campagna bellicista dell’imperialismo della NATO, in particolare nell’attribuire alla Russia la responsabilità della guerra in Ucraina.

La Sozialistische Deutsche Arbeiterjugend (SDAJ, Gioventù Operaia Socialista Tedesca), organizzazione giovanile del Deutschen Kommunistischen Partei (DKP, Partito Comunista Tedesco), pretende di seguire una linea marxista. Scrive: “Il militarismo e la guerra sono indissolubilmente legati al capitalismo – e quindi una lotta coerente contro il militarismo e la guerra è anche una lotta direttamente rivoluzionaria e anticapitalista.” Con questo, però, non intendono dire che si debba organizzare un’opposizione al servizio militare basata sulla lotta di classe; al contrario, stanno affermando che la lotta contro la coscrizione è di per sé anticapitalista, anche se viene condotta sulla base di un programma liberale (“senza di noi”) e attraverso alleanze di tipo fronte populista – ad esempio con gruppi borghesi come gli Giovani Liberali.

Pur professando a parole la propria fedeltà alla rivoluzione, la SDAJ si allinea al movimento pacifista contro la guerra e invoca “trattati di pace e disarmo anziché ulteriori preparativi alla guerra, coscrizione compresa.” E chiede: “La Germania fuori dalla NATO e dall’UE! La NATO fuori dalla Germania! No a un esercito dell’UE!” Come se una Bundeswehr tedesca indipendente potesse in qualche modo servire gli interessi dei lavoratori! Il loro programma si riduce a promuovere una diversa politica dello stato imperialista tedesco e a diffondere illusioni pacifiste. Così la SDAJ spiega di essersi opposta alla sospensione della coscrizione nel 2011, mentre adesso si oppone alla sua reintroduzione. Valli a capire.

Al culmine della guerra in Iraq noi scrivevamo invece: “I rivoluzionari proletari rifiutano tutti i mezzi con cui gli imperialisti reclutano la manovalanza per la loro macchina da guerra, sia attraverso la coscrizione sia tramite ‘volontari’, e si battono contro di essi.” L’obiezione di coscienza, così come viene propugnata dalla SDAJ, accetta la coscrizione e cerca semplicemente una via d’uscita individuale. Come ha scritto la sezione statunitense della Lega per la Quarta Internazionale nel 2005: “I pacifisti possono alimentare l’illusione di ‘disarmare’ la borghesia, ma i rivoluzionari cercano, attraverso la protesta di massa e l’azione della classe operaia, di ostacolare la capacità della borghesia di formare un esercito per l’invasione imperialista e per l’occupazione coloniale.”1

In prima linea negli sforzi per incoraggiare i giovani a rifiutare il servizio militare c’è la DFG-VK (Società tedesca per la pace - Obiettori di coscienza uniti), che offre consulenza su come presentare la domanda per ottenere lo status di obiettore di coscienza. Ma la coscrizione non può essere aggirata: anche dopo aver ottenuto l’accoglimento della domanda, un obiettore di coscienza deve comunque svolgere un servizio alternativo nella Bundeswehr, continuando così a contribuire alla macchina bellica. I giovani che scelgono di rifiutare il servizio militare vogliono sicuramente respingere la militarizzazione. Ma organizzare un movimento contro la coscrizione su questa base aiuta la macchina bellica a rendere più accettabile il reclutamento forzato.

Ovviamente noi trotskisti sosteniamo il diritto all’obiezione di coscienza. Ma l’obiezione di coscienza è una strategia piccolo-borghese per sottrarsi individualmente agli orrori della guerra. Molti giovani appartenenti alla classe operaia non saranno in grado di approfittare di questa opzione. In ogni caso i giovani dotati di una coscienza di classe dovrebbero prestare servizio militare, tra l’altro per imparare a maneggiare le armi e per svolgere un lavoro di educazione politica tra i giovani “operai in uniforme” a proposito dei loro interessi di classe e dei loro diritti democratici. Altrimenti la Bundeswehr, nella sua versione accresciuta, diventerà un terreno di reclutamento per le forze fasciste ancora più vasto di quanto già non lo sia.

Supponendo che il servizio militare debba inizialmente essere “volontario”, qualcuno potrebbe nutrire l’illusione che la coscrizione non sia ancora entrata in vigore. Non è così; la decisione è già stata presa. Ma il fatto che il Bundestag debba convocare una sessione straordinaria per renderla obbligatoria offre il tempo necessario per organizzare un’opposizione. In ogni caso i marxisti rivoluzionari continueranno a lottare contro il militarismo imperialista, che si sta avviando verso una Terza guerra mondiale termonucleare nella quale tutti diventeranno “carne da cannone”. La chiave sta nel forgiare una direzione rivoluzionaria basata su un programma di lotta di classe internazionalista.

Dunque, ancora una volta: per opporsi effettivamente alla coscrizione occorre combattere contro la guerra alla quale essa è destinata a fornire “carne da cannone”. L’Internationalistische Gruppe pone l’accento sulla necessità di mobilitare la forza della classe operaia per sconfiggere la guerra imperialista per procura della NATO contro la Russia. Per azioni operaie che blocchino l’invio di armi all’Ucraina e a Israele! Per scioperi politici contro la guerra! L’unico modo per mettere fine alla coscrizione consiste nell’annientare, una volta per tutte, la follia bellica imperialista per mezzo della rivoluzione operaia. Per gli Stati Socialisti Uniti d’Europa! ■


  1. 1. Si veda “Which Side Are They On? Opportunists Straddle the Class Line”, The Internationalist n. 21, estate 2005.