[…]    Tutte le chiacchiere secondo cui le condizioni storiche non sarebbero ancora “mature” per il socialismo, non sono che il prodotto dell'ignoranza o di una deliberata mistificazione. Le premesse oggettive della rivoluzione proletaria non solo sono “mature”, ma hanno addirittura cominciato a marcire. [...] La crisi storica dell’umanità si riduce alla crisi della direzione rivoluzionaria. […]

– Leone Trotsky, Il Programma di Transizione (1938)

Benvenuti! Il Nucleo Internazionalista d’Italia, sezione della Lega per la Quarta internazionale, si batte per la rivoluzione socialista internazionale, la conquista del potere da parte della classe operaia, diretta dal suo partito leninista che si fa campione della causa di tutti gli oppressi. Dopo due decadi e mezzo in cui la classe dominante ha strombazzato la presunta “morte del comunismo”, gli imperialisti sono impantanati nel perdere guerre di occupazione coloniale nel Medio Oriente, allo stesso tempo una crisi economica su scala globale scuote le fondamenta dell’ordine capitalista. Con la disoccupazione di massa, povertà e fame che devasta il pianeta, ancora una volta si parla di socialismo e rivoluzione. Ma, com’è stato vero in passato, la questione chiave oggi è quella di forgiare l’avanguardia per dirigere le lotte degli operai e degli oppressi.

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La Dichiarazione della Lega per la Quarta Internazionale è disponibile su questo sito web in italiano, bene come nel inglese, francese, portoghese, spagnolo e tagalog.


Far cadere tutte le accuse contro Aldo Milani!
Reintegrare tutti i licenziati alla Levoni!

Mobilitazioni operaie liberano il dirigente dei Si COBAS arrestato

L'arresto del dirigente dei Si COBAS Aldo Milani, del 26 gennaio scorso, era una trasparente montatura progettata dalla polizia in collusione con i padroni della società della lavorazione e confezionamento delle carni Levoni. I lavoratori dei magazzini logistici in tutta Italia, in risposta, si sono mobilitati e hanno protestato. Come risultato delle molte azioni di protesta dei lavoratori, dopo due giorni, il leader sindacale è stato rilasciato su cauzione. I lavoratori continuano a picchettare la Levoni chiedendo il reintegro di 55 colleghi licenziati. Per anni il SI COBAS ha organizzato scioperi e mobilitazioni ripetuti per difendere e organizzare i lavoratori a bassa retribuzione dei magazzini e, più recentemente, i lavoratori agricoli orribilmente sfruttati e abusati. Il sindacato SI COBAS, con il suo appello di sfida alla “guerra contro la guerra,” non deve essere lasciato solo nel contrastare la repressione borghese. L’attacco contro uno è un attacco contro tutti! Il sindacato SI COBAS, con il suo appello di sfida alla “guerra contro la guerra,” non deve essere lasciato solo nel contrastare la repressione borghese. L’attacco contro uno è un attacco contro tutti! Mobilitazioni operaie liberano il dirigente dei Si COBAS arrestato (5 febbraio 2017)

Vota “No” al referendum sulla “riforma” costituzionale
Capitalisti italiani spingono verso un bonapartismo istituzionale

I rapaci banchieri dell’UE e del FMI esigono un abbassamento del tenore di vita che non finisce mai e la rimozione di diritti e  servizi essenziali. La loro richiesta di “governabilità” è una spinta a ridurre drasticamente qualsiasi parvenza di controllo democratico al fine di far passare misure anti-operaie brutali. Questo è il nocciolo del referendum proposto per quest’autunno dal premier Renzi. Sponsorizzata dal governo del PD, la “riforma costituzionale” fa parte della spinta verso bonapartismo istituzionale per evitare controlli democratici “fastidiosi”. Mentre i comunisti non sono insensibili ai diritti democratico borghesi e a quelli della classe operaia e facciamo appello per votare No a questo referendum, siamo coscienti che gli orpelli democratici dello stato della borghesia maschera il ruolo di capitale, e sotto l’imperialismo maschera la dittatura del capitale finanziario. Mentre gran parte della sinistra riformista è ossessionata dal il gioco elettorale borghese truccato, i rivoluzionari cercano soprattutto di mobilitare il potere della classe operaia nelle fabbriche e nelle strade per intraprendere la lotta per spazzare via tutti gli sfruttatori per costituire gli Stati Uniti Socialisti d’Europa. Capitalisti italiani spingono verso un bonapartismo istituzionale (settembre 2016)


Sono decine di migliaia i licenziati in purghe imponenti!
Difendere gli insegnanti curdi e turchi!

Un assalto a tutto campo si è abbattuto sugli insegnanti in Turchia l'8 settembre, quando in 11.285 sono stati sospesi dal governo autoritario del presidente Recep Tayyip Erdogan e il suo AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo). Il Sindacato dell'Istruzione e della Scienza, Eğitim-Sen, il più grande sindacato di sinistra in Turchia, è stato sotto costante attacco da parte di destra, sotto il regime islamico AKP per oltre un decennio, e prima ancora sotto il governo sostenuto dai militari.Ora, sembra che Erdoğan voglia finirlo definitivamente operando licenziamenti all'ingrosso. Il governo ha già utilizzato il fallito colpo di stato del 15 luglio per eliminare tutte le forze di opposizione, in particolare le organizzazioni curde e alcune di sinistra. Gli educatori licenziati provenivano in gran parte dal sud-est della Turchia, dove la maggioranza della popolazione è di etnia curda. La Lega per la Quarta Internazionale ha difeso fin dalla sua nascita non solo l'autonomia ma il diritto di indipendenza del popolo curdo e fa appello per una Repubblica socialista del Kurdistan unito. Oggi è urgente che tutti i sindacalisti combattivi e i difensori dei diritti dei lavoratori accorrano in difesa degli insegnanti turchi e curdi. L'assalto a Eğitim Sem consiste, in un momento critico precipitato dal capitalismo decadente, in un attacco all'istruzione pubblica e agli educatori di tutto il mondo,  dal Messico al Brasile, dagli Stati Uniti all'Europa. Difendere gli insegnanti curdi e turchi! (23 settembre 2016).


Mai più Ayotzinapa! Mai più Nochixtlán!
Lavoratori al potere dal Brasile al Messico fino agli Stati Uniti!

Giornata di azione e di solidarietà tri-nazionale con gli insegnanti messicani e brasiliani

Il 17 agosto, si sono svolte delle manifestazioni, in ben tre paesi e quattro città, in solidarietà con gli insegnanti messicani che stanno conducendo uno sciopero coraggioso da più di tre mesi. Stanno combattendo contro la falsa “riforma dell’istruzione” che in realtà è un attacco capitalistico alla pubblica istruzione e agli insegnanti sindacalizzati, in Messico e nel mondo. A Rio de Janeiro, a Oaxaca, a Città del Messico e a New York City, i manifestanti hanno ammonito “Fermare la repressione degli insegnanti messicani.” Durante lo sciopero della CNTE (Coordinamento Nazionale dei Lavoratori dell’Istruzione), gli insegnanti degli Stati di Chiapas, Oaxaca, Guerrero e Michoacán hanno sfidato attacchi micidiali da parte della polizia, tra cui il massacro del 19 giugno a Nochixtlán, Oaxaca. L’azione tri-nazionale è stata iniziata dal sindacato degli insegnanti del Brasile, il SEPE-RJ di Rio de Janeiro che era appena uscito da uno sciopero risoluto, durato più di cinque mesi, il più grande e più lungo della sua storia, che ha portato all’acquisizione d’importanti conquiste. A Rio, nel mezzo dei giochi olimpici, oltre 100 insegnanti, studenti e attivisti hanno marciato al Consolato messicano, dove hanno affrontato una linea di battaglione d’assalto della polizia militare. A Oaxaca la manifestazione di solidarietà si teneva al cancello d’ingresso del Dipartimento statale dell’Istruzione, che è stato chiuso da circa 200 scioperanti della CNTE e a città del Messico si è tenuta presso la tendopoli del presidio degli insegnanti, dove erano presenti 60 partecipanti. A New York, parecchie dozzine di manifestanti hanno partecipato a un picchetto davanti al Consolato messicano, tra i partecipanti vi erano i membri della neonata Trabajadores Internacionales Clasitas (gruppo di Lavoratori per la Lotta di Classe Internazionale). L’azione del 17 agosto ha sottolineato l’importanza della lotta internazionale basata su di un programma di classe rivoluzionaria. Giornata tri-nazionale di azioni di solidarietà con gli insegnanti brasiliani e messicani (18 agosto 2016).

Abbasso la Fortezza Europa razzista!
Pieni diritti di cittadinanza per tutti gli immigrati!
Per Stati Uniti Socialisti d'Europa!

Italia: La crisi dei rifugiati e la barbarie capitalista

Le immagini grafiche di corpi senza vita distesi lungo le coste del mare Mediterraneo e dei sopravvissuti traumatizzati che piangono per la perdita dei loro cari hanno portato la crisi europea dei rifugiati sotto i riflettori. Il flusso massiccio di profughi disperati e degli immigrati verso l’Europa è il risultato della devastazione imperialista del Medio Oriente, Africa e parte dell’Asia. La reazione dei paesi dell’Unione Europea (UE) al flusso di profughi è stata quella di costruire recinti per tenerli fuori, mettendo in piedi migliaia nei campi di concentramento. Le borghesie della UE vogliono controllare l’immigrazione di modo che possa entrare solo chi sia potenzialmente utile ad aumentare i loro profitti. Il Nucleo Internazionalista d’Italia e la Lega per la Quarta Internazionale offrono un Programma di Transizione per l’azione dei lavoratori ivi compresa la richiesta di asilo per i siriani e gli altri rifugiati in fuga dalle guerre e dalle persecuzioni e i pieni diritti di cittadinanza per tutti gli immigrati. Facciamo appello a chiudere i centri di detenzione, a opporsi alle leggi razziste sull'immigrazione e a mobilitare i lavoratori in azioni atte a fermare le deportazioni. Andare alla fonte di questa migrazione di massa significa lottare per scacciare gli imperialisti, i più grandi assassini di massa di tutti. Comunque, una tale lotta di classe va contro i programmi di collaborazione di classe dei vari gruppi che pretendono di essere trotzkisti, che hanno sostenuto i governi di fronte popolare che hanno messo in piedi i campi di detenzione e hanno sostenuto i “ribelli” pro-imperialisti dalla Libia alla Siria. La lotta per i diritti degli immigrati è inseparabile dalla lotta per la rivoluzione socialista su entrambe le sponde del Mediterraneo. Italia: a crisi dei rifugiati e la barbarie capitalista (agosto 2016).


Comunisti che si oppongono alla richiesta d’asilo per i rifugiati siriani
Strani incontri con la LCI
Maggio 2016 - Alla Fête di Lutte Ouvrière, poco fuori Parigi, abbiamo avuto strane e accalorate “discussioni”, se si può chiamarle così, con quadri dirigenti, esponenti della Lega Comunista Internazionale, LCI, che hanno accusato i membri della Lega per la Quarta Internazionale di essere dei “liberali buonisti" e sostenitori di “imperialismo umanitario”, a causa della nostra rivendicazione di asilo per i rifugiati, sia siriani sia altri. La loro frenesia nel lanciare accuse contro la Lega per la Quarta Internazionale è il riflesso di un’estesa disputa interna in seno alla LCI sull’immigrazione. A fronte della crisi dei rifugiati esplosa l’anno scorso, questi ex trotskisti limitano insistentemente le loro rivendicazioni sul diritto di cittadinanza per gli immigrati a “coloro che ce l’hanno fatta ad arrivare” e ora si oppone alla rivendicazione del diritto d’asilo completo e illimitato e al diritto degli immigrati e dei rifugiati ad usufruire dei servizi sanitari e sociali oltre che al diritto di viaggiare all’interno dell’UE. La LCI stava per pubblicare un articolo con queste rivendicazioni, l’ha poi ritirato dicendo che seminava illusioni in un’ “Europa sociale” e rifletteva “una linea reazionaria e utopica di ‘apertura delle frontiere’.” Nel respingere tali rivendicazioni, la LCI dei nostri giorni gira le spalle ancora una volta alla propria storia e al patrimonio del trotskismo rivoluzionario. Invece di farsi campioni degli oppressi, concentrandosi esclusivamente sulla opposizione alla illusione liberale borghese delle “frontiere aperte” sotto il capitalismo, in pratica si è alleata con gli elementi xenofobi più retrogradi della borghesia. Strani incontri con la LCI (agosto 2016)

Riforgiare la IV Internazionale, partito mondiale della rivoluzione socialista!
Tornare al trotskismo!
Giulia e Carlo
Due compagni, che sono stati i principali dirigenti della Lega Trotskista d’Italia (LTd’I), sezione italiana della Lega Comunista Internazionale (ICL) tra il 1993-1999, rispettivamente con 21 e 27 anni di militanza nella Tendenza Spartachista, si sono dichiarati in solidarietà politica con la Lega per la Quarta Internazionale. Tra il 1999 e il 2001 questi compagni sono stati sottoposti a una feroce persecuzione politica che ha comportato il sopportare grottesche accuse, come quella di fingere una malattia, sollevare false rimostranze nei confronti della dirigenza LCI e nascondere le proprie differenze politiche. Dopo un cambio di direzione da una cricca a un altra, la LCI ha tirato la conclusione che tale persecuzione era stata una “caccia alle streghe burocratica” basata su delle “esagerazioni grossolane se non complete falsificazioni”, però non ha mai informato i compagni in questione di tutto questo. Il loro documento fa una lista in dettaglio su come l’abbandono della LCI del programma rivoluzionario in Italia rifletta una degenerazione politica più ampia di questa organizzazione, a partire dall’abbandonare l’appello per sconfiggere la propria borghesia imperialista, dopo 9/11 (che ha portato al sostegno agli Stati Uniti nell’invasione di Haiti durante il terremoto del 2010 e successivamente a ripudiare questo tradimento social-imperialista), fino alle questioni sindacali negli Stati Uniti, alla crisi in Grecia e alla guerra in Siria di oggi. Il loro documento propone un programma internazionalista di lotta di classe, in particolare sulla oppressione delle donne e per i diritti degli immigrati e dei rifugiati, un tema scottante oggi in Italia nella lotta per un socialista stati uniti d'Europa. Essi concludono: “L’attuale ICL non è posto per un comunista. A coloro che sono ancora nella LCI, che vogliono ancora essere comunisti, lanciamo l’invito a leggere e studiare le pubblicazioni della Lega per la Quarta Internazionale, come abbiamo fatto noi, di modo che possiate riconoscere il programma trotzkista al quale siamo stati conquistati anni fa.” Tornare al trotskismo! (11 maggio 2016)





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La Declaración de la Liga por la IV Internacional se encuentra aquí en español. 

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