[…]    Tutte le chiacchiere secondo cui le condizioni storiche non sarebbero ancora “mature” per il socialismo, non sono che il prodotto dell'ignoranza o di una deliberata mistificazione. Le premesse oggettive della rivoluzione proletaria non solo sono “mature”, ma hanno addirittura cominciato a marcire. [...] La crisi storica dell’umanità si riduce alla crisi della direzione rivoluzionaria. […]

– Leone Trotsky, Il Programma di Transizione (1938)

Benvenuti! Il Nucleo Internazionalista d’Italia, sezione della Lega per la Quarta internazionale, si batte per la rivoluzione socialista internazionale, la conquista del potere da parte della classe operaia, diretta dal suo partito leninista che si fa campione della causa di tutti gli oppressi. Dopo due decadi e mezzo in cui la classe dominante ha strombazzato la presunta “morte del comunismo”, gli imperialisti sono impantanati nel perdere guerre di occupazione coloniale nel Medio Oriente, allo stesso tempo una crisi economica su scala globale scuote le fondamenta dell’ordine capitalista. Con la disoccupazione di massa, povertà e fame che devasta il pianeta, ancora una volta si parla di socialismo e rivoluzione. Ma, com’è stato vero in passato, la questione chiave oggi è quella di forgiare l’avanguardia per dirigere le lotte degli operai e degli oppressi.

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La Dichiarazione della Lega per la Quarta Internazionale è disponibile su questo sito web in italiano, bene come nel inglese, francese, portoghese, spagnolo e tagalog.


Difendere i combattivi lavoratori immigrati del sindacato S.I. Cobas
contro la repressione

Governo Draghi: Repressione, miseria e morte
Mobilitazione di tutta la classe operaia per sconfiggere l’attacco proveniente da tutti i fronti!
No al vicolo cieco del riformismo - Forgiare un partito rivoluzionario dei lavoratori!

In questo secondo anno di pandemia di coronavirus, l’Italia è ancora impantanata nella rappresentazione horror di questa piaga moderna senza fine.  In questa emergenza in corso, la borghesia italiana ha scaricato il debole e instabile governo di coalizione del Partito Democratico e Cinque Stelle, sustituendolo con Mario Draghi, l’ex presidente della Banca Europea. I primi mesi del governo Draghi sono stati pieni della retorica su come “tutti gli italiani sono insieme in questo”, ma i primi colpi del governo Draghi sono stati rivolti ad aumentare la repressione contro il movimento operaio, in particolare contro il sindacato S.I. Cobas, che raccoglie lavoratori prevalentemente immigrati, a Piacenza, Prato e altrove. Spinti a reagire da condizioni di lavoro brutali, alcuni dei settori più sfruttati della classe operaia hanno intrapreso azioni sindacali e di solidarietà, incentrate sulla logistica.  La risposta di gran parte della sinistra che si richiama al socialismo è stata quella di formare un Patto d’Azione con S.I. Cobas, una coalizione politica che poggia sull’accordo su 15 punti di un programma politico riformista.. Questo programma è costituito in grande maggioranza in appelli al governo capitalista affinché agisca in favore degli operai, piuttosto che in appelli ai lavoratori a contare su se stessi per far rispettare le proprie richieste. Ciò che i veri comunisti devono dire alle masse nella straziante crisi del coronavirus è che la classe operaia deve stabilire il suo governo di classe rivoluzionario, appropriandosi dei mezzi di produzione e collettivizzandoli, organizzando la produzione per soddisfare i bisogni umani, non i profitti di pochi. Questa lotta richiede soprattutto la creazione di un  partito operaio rivoluzionario. Governo Draghi: Repressione, miseria e morte (26 Aprile 2021)

Solo la rivoluzione potrà dare giustizia!
Quando finirà? Il linciaggio razzista di George Floyd da parte della polizia

Da Gordon Barnes
Nel mezzo della pandemia senza precedenti del Covid-19, gli Stati Uniti sono scossi dalle proteste a livello nazionale contro la brutalità e gli omicidi commessi dalla polizia razzista. Ogni notte si sentono gli elicotteri sopra la testa; ogni giorno arrivano nuove immagini di violenza della polizia, repressione, coprifuoco e arresti accompagnati dalla minaccia della legge marziale. Perché, nonostante le ondate di protesta e le cicliche promesse di “riforma”, la polizia continua a uccidere i neri? La lista dei loro nomi è infinita. Mentre i manifestanti li scandiscono cantando, alcuni di noi aggiungono la frase “la lista non finisce più”. Nata come forza professionalizzata dalle pattuglie di controllo degli schiavi nel sud degli Stati Uniti, la polizia è al servizio dell’élite al potere e protegge la loro proprietà e l’ordine sociale. Questo è il ruolo fondamentale dei poliziotti sotto il capitalismo. Ciò che rischia di ripetersi durante l’attuale ciclo di ferventi proteste, è l’incanalamento del dissenso nel Partito Democratico. I sindaci democratici controllano in gran parte i centri urbani di questo paese e le loro forze di polizia. Sono questi sindaci democratici che hanno istituito i vari coprifuoco e la repressione da parte della polizia, e sono stati una serie di governatori del Partito Democratico con i loro confratelli repubblicani che hanno dispiegato la Guardia Nazionale. Per superare l'oppressione razziale che è sempre stata, ed è parte alle fondamenta del capitalismo americano, il potere della classe operaia multirazziale deve essere mobilitato.
Quando finirà? Il linciaggio razzista di George Floyd da parte della polizia (3 giugno 2020)

Per soddisfare le urgenti richieste è centrale il potere operaio
Ecco come negli Stati Uniti il capitalismo ha sabotato la produzione dei ventilatori

Mentre la pandemia del Covid19 sta devastando l’intero paese, con la città di New York come suo epicentro, sia gli ospedali sia il governo sono stati colti del tutto impreparati.  Stiamo assistendo ad una acerrima, quanto vergognosa corsa alla vendita all’asta al migliori offerente, che vede i governatori dei singoli stati in competizione l’uno contro l’altro e con le agenzie federali per arrivare primi a mettere ciascuno le loro mani sopra ai dispositivi medici salvavita. Sarebbe opportuno mettere in atto un programma di emergenza per la produzione di decine di migliaia di nuovi ventilatori – già da ieri! Perché questo non è avvenuto? Le aziende produttrici di apparecchiature medicali sono contrarie alla produzione in scala massiva di tali strumenti, come sarebbe invece necessario, perché ciò azzererebbe i loro profitti. La carenza di questi macchinari è nota da anni. Molti professionisti del campo medico, e persino funzionari governativi, hanno dato l’allarme, mettendo le istituzioni sull’avviso che una eventuale pandemia avrebbe lasciato nei guai seri gli ospedali dell’intero paese. Ciononostante, allorquando fu tentato, nel 2008, l’acquisto di 40,000 nuovi ventilatori, l’azienda produttrice, vincitrice dell’appalto, fu acquisita da un concorrente più forte allo scopo di impedire la produzione di quei macchinari ad un costo più basso. Gli operai alla General Electric hanno fatto appello alla loro azienda di riassumere gli operai licenziati e di riconvertire degli impianti per la produzione di apparecchiature medicali salvavita. Messi di fronte al rifiuto dei padroni di fare questo passo, gli operai della GE dovrebbero prendere il controllo della produzione, con l’obiettivo di aumentarne la produzione, sulla strada della rivoluzione socialista. Ecco come negli Stati Uniti il capitalismo ha sabotato la produzione dei ventilatori (14 aprile 2020)


Mentre lo stato operaio cinese ha contenuto con successo i focolai
La pandemia di Coronavirus imperversa in Italia, sopraffacendo il sistema medico capitalista

L'Italia è il paese in cui il nuovo coronavirus COVID-19 ha colpito per primo e con maggiore intensità l’Europa occidentale.  L'esplosione del disastro della salute pubblica italiana è però rivelatrice dei massicci tagli all'assistenza sanitaria realizzati in particolare dall'inizio della crisi economica capitalista mondiale nel 2007-2008.  Il risultato è stato devastante, ha esposto drammaticamente l’incapacità del sistema capitalista a proteggere la vita della popolazione e a fornire ad essa un’adeguata assistenza medica. Contrariamente a questo quadro cupo e terrificante della situazione dell’Italia capitalista, dove la pandemia di coronavirus continua a essere fuori controllo, a metà marzo la Cina aveva ampiamente (ma non completamente) respinto la pandemia. La portata delle azioni intraprese con successo e del coordinamento applicate in Cina contro il coronavirus può solo essere raggiunta da uno stato operaio con un’economia pianificata. In Italia, un’ondata di scioperi e interruzioni spontanee del lavoro si è verificata in tutta Italia dal momento che i lavoratori hanno iniziato a rifiutarsi di lavorare senza indumenti e attrezzature protettive e condizioni di sicurezza. Il caos strutturale e l’anarchia dell’economia capitalista sono determinati dalla produzione fatta a scopo di lucro, scopo che la rende incapace di un efficace intervento coordinato. Rivendichiamo il controllo operaio come parte della lotta per la rivoluzione socialista in Italia e a livello internazionale. La pandemia di Coronavirus imperversa in Italia, sopraffacendo il sistema medico capitalista (4 aprile 2020)


Governi Conte 1 e 2 attaccano i lavoratori e immigrati
Mobilitare il potere operaio per stracciare i decreti Salvini e rovesciare il Jobs Act

Dopo che il governo “populista” Lega / Movimento 5 Stelle (M5S) ha intensificato la repressione anti-immigrazione e anti-operaia sotto l’egida del Primo Ministro Giuseppe Conte, sarà il governo “neo-liberale” del Partito Democratico (PD) con il M5S a dare continuità a questi attacchi ai lavoratori, agli immigrati, alle donne e ai giovani. Le “confederazioni” sindacali principali appoggiano ancora apertamente il governo, mentre gran parte dell’“estrema sinistra” cerca di mettere insieme un “fronte anti-capitalista” sulla base di una piattaforma di richieste riformiste. Ma l’idea che sarebbe possibile vietare i licenziamenti, fornire alloggi per i senzatetto, buoni posti di lavoro ai giovani, uguale paga alle donne, un pensionamento dignitoso agli anziani e diritti democratici per gli immigrati.. ecc. in questo sistema capitalista in declino è pura illusione. Per sbarazzarcene ci vorrà una rivoluzione. Noi invece chiamiamo alla costruzione di una opposizione rivoluzionaria di lotta di classe nei sindacati: comunisti nel sindacato, non sindacalisti nel partito. L’unica vera risposta all’offensiva borghese è quella di forgiare un partito operaio rivoluzionario internazionale basato sul programma internazionalista di Lenin e Trotsky. Mobilitare il potere operaio per stracciare i decreti Salvini e rovesciare il Jobs Act (settembre 2019)


Francia e Italia:
Gli operai portuali boicottano un carico militare saudita di armi destinate alla guerra in Yemen

In una serie di drammatiche dimostrazioni del potere operaio, i lavoratori portuali francesi di Le Havre e quelli italiani a Genova hanno messo a segno un colpo contro l’imperialismo a favore della solidarietà proletaria internazionale. Nelle ultime settimane, infatti, si sono rifiutati, con successo, di caricare merci militari su navi saudite destinate alle forze militari dell’Arabia Saudita e degli Emirati del Golfo appoggiati dagli Stati Uniti, ingaggiati in una guerra omicida contro la popolazione Houthi in Yemen. Salutiamo l’azione dei lavoratori portuali nel fermare il carico di guerra all’Arabia Saudita. Il Nucleo Internazionalista d’Italia ha partecipato alla manifestazione in solidarietà con l’azione dei lavoratori di Genova e la Lega per la Quarta Internazionale ha aiutato a intraprendere scioperi e azioni operaie contro la guerra imperialista.
Gli operai portuali boicottano un carico militare saudita di armi destinate alla guerra in Yemen (giugno 2019)

Populismo borghese e riformismo socialdemocratico: un vicolo cieco
Elezioni del 4 Marzo: Isteria anti-immigrati

La campagna per le elezioni del prossimo 4 marzo è dominata da un vile sciovinismo xenofobo anti-immigrati. Tutti i partiti e le coalizioni borghesi in lizza sventolano lo spauracchio della “immigrazione clandestina”. La Lega (ex-Nord) irrompe nell’arena sollevando slogan come “prima gli italiani! Ora o mai più! Stop all’invasione!”. Si aggiunge il Movimento Cinque Stelle, con il suo leader storico Beppe Grillo che ha recentemente fatto appello a deportare immediatamente tutti i “clandestini”. La strategia del governo di Renzi-Gentiloni-Minniti (PD) è di mettersi alla testa dell’isteria anti-immigrati estendendo aggressivamente l’influenza dell’imperialismo italiano nell’area del Mediterraneo, in Libia e negli stati più a sud. Questa spinta imperialista è accompagnata da una campagna di repressione razziale contro gli immigrati e rifugiati che cercano asilo in Italia. Ciò che la sinistra, addomesticata, contrappone alle tre principali coalizioni borghesi di Forza Italia / Lega, Cinque Stelle e del PD è un misto di populismo borghese e di riformismo socialdemocratico. Nell’attuale clima d’isteria anti-immigrazione e attacchi fascisti, sono necessarie mobilitazioni di massa che mettano in campo il potere della classe operaia per fermare i fascisti e per fermare le deportazioni. Soprattutto, c'è bisogno di forgiare una genuina avanguardia leninista-trotskista. Elezioni del 4 Marzo: Isteria anti-immigrati (24 febbraio 2018)

“L’antifascismo” della borghesia è una frode!
La lezione di Macerata: Azioni operaie di massa per difendere gli immigrati e fermare i fascisti!

Il tiro al bersaglio su sei immigrati di origine africana il 3 febbraio è stato un tentativo di massacro fascista. Avvenuto in mezzo alla campagna elettorale, Matteo Salvini della Lega ha giustificato le azioni di questo bandito fascista facendo appello all’espulsione di mezzo milione d’immigrati, mentre il suo compagno di coalizione, Berlusconi, ha sollecitato la richiesta elevando la cifra delle deportazioni a 600.000. In risposta, più di 25.000 persone hanno marciato nella piccola cittadina delle Marche per denunciare gli assassini fascisti. Alla manifestazione erano presenti, in numero rilevante, fronte-populisti borghesi, ma anche centinaia di lavoratori, dei metalmeccanici della FIOM, militanti del SI Cobas e della CGIL, che insieme hanno mostrato il potenziale che avrebbe la mobilitazione di massa della classe operaia. Politicamente, però, è una storia diversa. Quasi tutti chiedono allo stato capitalista di agire contro i fascisti. Ma l’apparato repressivo della borghesia, oltre ad essere humus fertile per gli squadroni d’azione fascisti, è il loro massimo protettore. Noi del Nucleo Internazionalista ­d’Italia, sezione della Lega per la Quarta Internazionale, dichiamo que sono necessarie mobilitazioni di massa che mettano in campo il potere della classe operaia per fermare i fascisti. La lezione di Macerata (24 febbraio 2018) 

Far cadere tutte le accuse contro Aldo Milani!
Reintegrare tutti i licenziati alla Levoni!

Mobilitazioni operaie liberano il dirigente dei Si COBAS arrestato

L'arresto del dirigente dei Si COBAS Aldo Milani, del 26 gennaio scorso, era una trasparente montatura progettata dalla polizia in collusione con i padroni della società della lavorazione e confezionamento delle carni Levoni. I lavoratori dei magazzini logistici in tutta Italia, in risposta, si sono mobilitati e hanno protestato. Come risultato delle molte azioni di protesta dei lavoratori, dopo due giorni, il leader sindacale è stato rilasciato su cauzione. I lavoratori continuano a picchettare la Levoni chiedendo il reintegro di 55 colleghi licenziati. Per anni il SI COBAS ha organizzato scioperi e mobilitazioni ripetuti per difendere e organizzare i lavoratori a bassa retribuzione dei magazzini e, più recentemente, i lavoratori agricoli orribilmente sfruttati e abusati. Il sindacato SI COBAS, con il suo appello di sfida alla “guerra contro la guerra,” non deve essere lasciato solo nel contrastare la repressione borghese. L’attacco contro uno è un attacco contro tutti! Il sindacato SI COBAS, con il suo appello di sfida alla “guerra contro la guerra,” non deve essere lasciato solo nel contrastare la repressione borghese. L’attacco contro uno è un attacco contro tutti! Mobilitazioni operaie liberano il dirigente dei Si COBAS arrestato (5 febbraio 2017)

Vota “No” al referendum sulla “riforma” costituzionale
Capitalisti italiani spingono verso un bonapartismo istituzionale

I rapaci banchieri dell’UE e del FMI esigono un abbassamento del tenore di vita che non finisce mai e la rimozione di diritti e  servizi essenziali. La loro richiesta di “governabilità” è una spinta a ridurre drasticamente qualsiasi parvenza di controllo democratico al fine di far passare misure anti-operaie brutali. Questo è il nocciolo del referendum proposto per quest’autunno dal premier Renzi. Sponsorizzata dal governo del PD, la “riforma costituzionale” fa parte della spinta verso bonapartismo istituzionale per evitare controlli democratici “fastidiosi”. Mentre i comunisti non sono insensibili ai diritti democratico borghesi e a quelli della classe operaia e facciamo appello per votare No a questo referendum, siamo coscienti che gli orpelli democratici dello stato della borghesia maschera il ruolo di capitale, e sotto l’imperialismo maschera la dittatura del capitale finanziario. Mentre gran parte della sinistra riformista è ossessionata dal il gioco elettorale borghese truccato, i rivoluzionari cercano soprattutto di mobilitare il potere della classe operaia nelle fabbriche e nelle strade per intraprendere la lotta per spazzare via tutti gli sfruttatori per costituire gli Stati Uniti Socialisti d’Europa. Capitalisti italiani spingono verso un bonapartismo istituzionale (settembre 2016)


Sono decine di migliaia i licenziati in purghe imponenti!
Difendere gli insegnanti curdi e turchi!

Un assalto a tutto campo si è abbattuto sugli insegnanti in Turchia l'8 settembre, quando in 11.285 sono stati sospesi dal governo autoritario del presidente Recep Tayyip Erdogan e il suo AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo). Il Sindacato dell'Istruzione e della Scienza, Eğitim-Sen, il più grande sindacato di sinistra in Turchia, è stato sotto costante attacco da parte di destra, sotto il regime islamico AKP per oltre un decennio, e prima ancora sotto il governo sostenuto dai militari.Ora, sembra che Erdoğan voglia finirlo definitivamente operando licenziamenti all'ingrosso. Il governo ha già utilizzato il fallito colpo di stato del 15 luglio per eliminare tutte le forze di opposizione, in particolare le organizzazioni curde e alcune di sinistra. Gli educatori licenziati provenivano in gran parte dal sud-est della Turchia, dove la maggioranza della popolazione è di etnia curda. La Lega per la Quarta Internazionale ha difeso fin dalla sua nascita non solo l'autonomia ma il diritto di indipendenza del popolo curdo e fa appello per una Repubblica socialista del Kurdistan unito. Oggi è urgente che tutti i sindacalisti combattivi e i difensori dei diritti dei lavoratori accorrano in difesa degli insegnanti turchi e curdi. L'assalto a Eğitim Sem consiste, in un momento critico precipitato dal capitalismo decadente, in un attacco all'istruzione pubblica e agli educatori di tutto il mondo,  dal Messico al Brasile, dagli Stati Uniti all'Europa. Difendere gli insegnanti curdi e turchi! (23 settembre 2016).


Mai più Ayotzinapa! Mai più Nochixtlán!
Lavoratori al potere dal Brasile al Messico fino agli Stati Uniti!

Giornata di azione e di solidarietà tri-nazionale con gli insegnanti messicani e brasiliani

Il 17 agosto, si sono svolte delle manifestazioni, in ben tre paesi e quattro città, in solidarietà con gli insegnanti messicani che stanno conducendo uno sciopero coraggioso da più di tre mesi. Stanno combattendo contro la falsa “riforma dell’istruzione” che in realtà è un attacco capitalistico alla pubblica istruzione e agli insegnanti sindacalizzati, in Messico e nel mondo. A Rio de Janeiro, a Oaxaca, a Città del Messico e a New York City, i manifestanti hanno ammonito “Fermare la repressione degli insegnanti messicani.” Durante lo sciopero della CNTE (Coordinamento Nazionale dei Lavoratori dell’Istruzione), gli insegnanti degli Stati di Chiapas, Oaxaca, Guerrero e Michoacán hanno sfidato attacchi micidiali da parte della polizia, tra cui il massacro del 19 giugno a Nochixtlán, Oaxaca. L’azione tri-nazionale è stata iniziata dal sindacato degli insegnanti del Brasile, il SEPE-RJ di Rio de Janeiro che era appena uscito da uno sciopero risoluto, durato più di cinque mesi, il più grande e più lungo della sua storia, che ha portato all’acquisizione d’importanti conquiste. A Rio, nel mezzo dei giochi olimpici, oltre 100 insegnanti, studenti e attivisti hanno marciato al Consolato messicano, dove hanno affrontato una linea di battaglione d’assalto della polizia militare. A Oaxaca la manifestazione di solidarietà si teneva al cancello d’ingresso del Dipartimento statale dell’Istruzione, che è stato chiuso da circa 200 scioperanti della CNTE e a città del Messico si è tenuta presso la tendopoli del presidio degli insegnanti, dove erano presenti 60 partecipanti. A New York, parecchie dozzine di manifestanti hanno partecipato a un picchetto davanti al Consolato messicano, tra i partecipanti vi erano i membri della neonata Trabajadores Internacionales Clasitas (gruppo di Lavoratori per la Lotta di Classe Internazionale). L’azione del 17 agosto ha sottolineato l’importanza della lotta internazionale basata su di un programma di classe rivoluzionaria. Giornata tri-nazionale di azioni di solidarietà con gli insegnanti brasiliani e messicani (18 agosto 2016).

Abbasso la Fortezza Europa razzista!
Pieni diritti di cittadinanza per tutti gli immigrati!
Per Stati Uniti Socialisti d'Europa!

Italia: La crisi dei rifugiati e la barbarie capitalista

Le immagini grafiche di corpi senza vita distesi lungo le coste del mare Mediterraneo e dei sopravvissuti traumatizzati che piangono per la perdita dei loro cari hanno portato la crisi europea dei rifugiati sotto i riflettori. Il flusso massiccio di profughi disperati e degli immigrati verso l’Europa è il risultato della devastazione imperialista del Medio Oriente, Africa e parte dell’Asia. La reazione dei paesi dell’Unione Europea (UE) al flusso di profughi è stata quella di costruire recinti per tenerli fuori, mettendo in piedi migliaia nei campi di concentramento. Le borghesie della UE vogliono controllare l’immigrazione di modo che possa entrare solo chi sia potenzialmente utile ad aumentare i loro profitti. Il Nucleo Internazionalista d’Italia e la Lega per la Quarta Internazionale offrono un Programma di Transizione per l’azione dei lavoratori ivi compresa la richiesta di asilo per i siriani e gli altri rifugiati in fuga dalle guerre e dalle persecuzioni e i pieni diritti di cittadinanza per tutti gli immigrati. Facciamo appello a chiudere i centri di detenzione, a opporsi alle leggi razziste sull'immigrazione e a mobilitare i lavoratori in azioni atte a fermare le deportazioni. Andare alla fonte di questa migrazione di massa significa lottare per scacciare gli imperialisti, i più grandi assassini di massa di tutti. Comunque, una tale lotta di classe va contro i programmi di collaborazione di classe dei vari gruppi che pretendono di essere trotzkisti, che hanno sostenuto i governi di fronte popolare che hanno messo in piedi i campi di detenzione e hanno sostenuto i “ribelli” pro-imperialisti dalla Libia alla Siria. La lotta per i diritti degli immigrati è inseparabile dalla lotta per la rivoluzione socialista su entrambe le sponde del Mediterraneo. Italia: a crisi dei rifugiati e la barbarie capitalista (agosto 2016).


Comunisti che si oppongono alla richiesta d’asilo per i rifugiati siriani
Strani incontri con la LCI
Maggio 2016 - Alla Fête di Lutte Ouvrière, poco fuori Parigi, abbiamo avuto strane e accalorate “discussioni”, se si può chiamarle così, con quadri dirigenti, esponenti della Lega Comunista Internazionale, LCI, che hanno accusato i membri della Lega per la Quarta Internazionale di essere dei “liberali buonisti" e sostenitori di “imperialismo umanitario”, a causa della nostra rivendicazione di asilo per i rifugiati, sia siriani sia altri. La loro frenesia nel lanciare accuse contro la Lega per la Quarta Internazionale è il riflesso di un’estesa disputa interna in seno alla LCI sull’immigrazione. A fronte della crisi dei rifugiati esplosa l’anno scorso, questi ex trotskisti limitano insistentemente le loro rivendicazioni sul diritto di cittadinanza per gli immigrati a “coloro che ce l’hanno fatta ad arrivare” e ora si oppone alla rivendicazione del diritto d’asilo completo e illimitato e al diritto degli immigrati e dei rifugiati ad usufruire dei servizi sanitari e sociali oltre che al diritto di viaggiare all’interno dell’UE. La LCI stava per pubblicare un articolo con queste rivendicazioni, l’ha poi ritirato dicendo che seminava illusioni in un’ “Europa sociale” e rifletteva “una linea reazionaria e utopica di ‘apertura delle frontiere’.” Nel respingere tali rivendicazioni, la LCI dei nostri giorni gira le spalle ancora una volta alla propria storia e al patrimonio del trotskismo rivoluzionario. Invece di farsi campioni degli oppressi, concentrandosi esclusivamente sulla opposizione alla illusione liberale borghese delle “frontiere aperte” sotto il capitalismo, in pratica si è alleata con gli elementi xenofobi più retrogradi della borghesia. Strani incontri con la LCI (agosto 2016)

Riforgiare la IV Internazionale, partito mondiale della rivoluzione socialista!
Tornare al trotskismo!
Giulia e Carlo
Due compagni, che sono stati i principali dirigenti della Lega Trotskista d’Italia (LTd’I), sezione italiana della Lega Comunista Internazionale (ICL) tra il 1993-1999, rispettivamente con 21 e 27 anni di militanza nella Tendenza Spartachista, si sono dichiarati in solidarietà politica con la Lega per la Quarta Internazionale. Tra il 1999 e il 2001 questi compagni sono stati sottoposti a una feroce persecuzione politica che ha comportato il sopportare grottesche accuse, come quella di fingere una malattia, sollevare false rimostranze nei confronti della dirigenza LCI e nascondere le proprie differenze politiche. Dopo un cambio di direzione da una cricca a un altra, la LCI ha tirato la conclusione che tale persecuzione era stata una “caccia alle streghe burocratica” basata su delle “esagerazioni grossolane se non complete falsificazioni”, però non ha mai informato i compagni in questione di tutto questo. Il loro documento fa una lista in dettaglio su come l’abbandono della LCI del programma rivoluzionario in Italia rifletta una degenerazione politica più ampia di questa organizzazione, a partire dall’abbandonare l’appello per sconfiggere la propria borghesia imperialista, dopo 9/11 (che ha portato al sostegno agli Stati Uniti nell’invasione di Haiti durante il terremoto del 2010 e successivamente a ripudiare questo tradimento social-imperialista), fino alle questioni sindacali negli Stati Uniti, alla crisi in Grecia e alla guerra in Siria di oggi. Il loro documento propone un programma internazionalista di lotta di classe, in particolare sulla oppressione delle donne e per i diritti degli immigrati e dei rifugiati, un tema scottante oggi in Italia nella lotta per un socialista stati uniti d'Europa. Essi concludono: “L’attuale ICL non è posto per un comunista. A coloro che sono ancora nella LCI, che vogliono ancora essere comunisti, lanciamo l’invito a leggere e studiare le pubblicazioni della Lega per la Quarta Internazionale, come abbiamo fatto noi, di modo che possiate riconoscere il programma trotzkista al quale siamo stati conquistati anni fa.” Tornare al trotskismo! (11 maggio 2016)





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