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L'internazionalista N. 9, agosto 2026
Trump ordina il blocco petrolifero per strangolare l’isola ribelle
Per una mobilitazione operaia internazionale in difesa della Rivoluzione Cubana
Da quando il governo statunitense ha rapito il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, e ha assunto il controllo delle vendite di petrolio venezuelano, il prossimo obiettivo nella lista nera di Washington è Cuba. L’11 gennaio, Donald Trump ha proclamato che non sarebbero più arrivati né petrolio né denaro a Cuba, «zero». Ha minacciato di imporre dazi punitivi sui prodotti di qualsiasi paese che fornisca carburante all’isola. Oltre all’embargo economico risalente al 1962, che ha reso quasi impossibile guadagnare valuta forte sul mercato capitalista mondiale, ora gli imperialisti yankee vogliono strangolare la Rivoluzione cubana tagliando le forniture energetiche. Con il falco gusano (esule controrivoluzionario cubano) Marco Rubio in prima linea, gli Stati Uniti esigono «riforme» volte a smantellare l’economia socializzata. È necessario opporsi a pericolose misure di privatizzazione, come quella di consentire alle imprese private di importare carburante, il che darebbe agli imperialisti una leva per ricattare Cuba, creando potenzialmente una crisi esistenziale. Il destino della Rivoluzione Cubana, nonostante la sua deformazione burocratica, non è ancora stato deciso. In definitiva, dipende dalla mobilitazione internazionale della classe operaia in aiuto del popolo cubano. Mentre non pochi pseudo-socialisti hanno abbandonato Cuba, i trotskisti rivoluzionari chiamano alla mobilitazione dei lavoratori in difesa di Cuba e contro l’imperialismo, nonché a una lotta urgente per le forniture di petrolio, anche attraverso l’azione diretta del movimento operaio. La lotta per difendere Cuba è indissolubilmente legata alla lotta per la rivoluzione socialista internazionale. Per una mobilitazione operaia internazionale in difesa della Rivolusione Cubana (luglio 2026)
Il Grupo Internacionalista esige petrolio per Cuba! (luglio 2026)Difendere l’Iran – Sconfiggere la guerra degli US/Israele che minaccia di trasformarsi nella III Guerra mondiale!
Lavoratori messicani: per difendere Cuba occorre spezzare il blocco petrolifero yankee! (luglio 2026)
Vertiginoso aumento dei prezzi del petrolio e del gas anuncia una crisi economica mondiale
Affondare l’impero USA nel Golfo Persico!
L'Iran necessita chiaramente una deterrenza nucleare contro i terroristi statunitensi e israeliani dotati di armi nucleari
Con la guerra di Stati Uniti e Israele contro l’Iran giunta alla quarta settimana, la Casa Bianca e il Pentagono sono in preda al panico, alla disperata ricerca di vie d’uscita dal caos in cui hanno fatto precipitare il mondo. Trump voleva evitare una «guerra senza fine» come le invasioni statunitensi in Afghanistan e in Iraq, che sono durate una generazione. Ma nonostante tutta la potenza di fuoco omicida che hanno scatenato contro l’Iran, i guerrafondai imperialisti e sionisti sono riusciti solo a provocare la più grande interruzione delle forniture petrolifere della storia. La «strategia di uscita» del presidente statunitense Donald Trump sembra consistere nell’organizzare un attacco apocalittico aereo e terrestre. Il mondo è sul filo del rasoio. I governanti israeliani sarebbero felici di vedere l’Iran disgregarsi e crollare economicamente. Ma se Trump dovesse mettere in atto una qualsiasi delle sue molteplici minacce (di distruggere il sistema energetico iraniano, di impadronirsi del suo petrolio, di appropriarsi delle sue riserve di uranio arricchito e di sbloccare militarmente lo Stretto di Ormuz), la situazione potrebbe esplodere in modo drammatico. La guerra contro l’Iran ha il potenziale di innescare le prime scaramucce di una terza guerra mondiale, diretta contro gli alleati dell’Iran, la Russia e la Cina. Ora più che mai, la situazione richiede a gran voce la guida di un partito genuinamente comunista per difendere l’Iran su base di classe contro gli aggressori imperialisti e sionisti e per mobilitare potenti azioni dei lavoratori contro la guerra, come parte della lotta per la rivoluzione socialista internazionale. Affondare l’impero USA nel Golfo Persico! (28 marzo 2026)
Omicidio di Stato a Bologna: Mobilitiamoci per uno sciopero nazionale!
Abderrahim Fakir assassinato dalla polizia: la risposta operaia
Attorno a mezzogiorno di domenica 19 luglio, Abderrahim Fakir, un lavoratore di 42 anni di nazionalità marocchina, si trovava in uno stato di agitazione e chiedeva il soccorso di un’ambulanza. I vicini residenti del suo casamento invece hanno chiamato la polizia. Abderrahim Fakir è stato assassinato dalla polizia mentre era legato mani e piedi, immobilizzato e sotto la loro custodia. Il lunedì, 20 luglio, migliaia di persone hanno riempito Piazza Nettuno a Bologna per protestare. Ma quando parte della folla a seguito di un grande striscione, che denunciava “Contro razzismo e omicidi di Stato” e rivendicava “giustizia per Fakir”, per dimostrare davanti alla Prefettura e alla Questura, la polizia antisommossa gli sparava contro con idranti, peperoncino urticante e gas lacrimogeni, mentre gli agenti li caricavano colpendo la gente con i manganelli a destra e a manca. Quella stessa sera, il sindacato di Base SI Cobas (sindacato di cui Fakir aveva fatto parte) ha lanciato uno sciopero di 24-ore che ha bloccato l’Interporto. Abderrahim Fakir è stato una delle prime vittime del decreto sicurezza 2026 e gli ufficiali di polizia sono protetti da uno “scudo penale”.Una vera risposta al montare della repressione sarà la mobilitazione di uno sciopero generale a oltranza in tutta Italia contro quest’assassinio di stato. I lavoratori, gli immigrati e tutti gli oppressi devono intraprendere una lotta di classe in difesa dei diritti democratici– incluso rivendicare pieni diritti di cittadinanza per tutti gli immigrati – che pone in maniera acuta la questione fondamentale di quale classe dovrà dirigere la società. Abderrahim Fakir assassinato dalla polizia: la risposta operaia (agosto 2026)
Dagli archivi del marxismo
Lenin e la guerra imperialista
Per Lev Trotsky
Traduzione a cura di Paolo Casciola
Da questo numero, L’Internazionalista ospiterà una rubrica intitolata “Dagli archivi del marxismo”, nel quale presenteremo una serie di testi – inediti in italiano o in una nuova traduzione – attinenti alla teoria comunista rivoluzionaria o alla storia del movimento operaio. Nel varare tale rubrica, dichiariamo fin d’ora che il nostro obiettivo non ha un carattere “intellettualistico” né accademico: si tratta invece di stabilire e sottolineare la continuità con l’elaborazione politica rivoluzionaria dei nostri predecessori in quanto elemento necessario per la formazione di una nuova generazione di militanti e di quadri bolscevico-leninisti nella prospettiva della costruzione di un’organizzazione autenticamente rivoluzionaria. Questo lavoro è particolarmente necessario anche in Italia, dove la storia del movimento operaio è stata fin troppo spesso – e lo è tuttora – falsificata dalla socialdemocrazia, da ogni varietà di centrismo e, soprattutto, dallo stalinismo. L’articolo che proponiamo per inaugurare questa nuova rubrica, mai apparso prima d’ora in lingua italiana, venne scritto da Lev Trotsky nel dicembre 1938, diversi mesi prima dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Esso spiega la natura della guerra nella fase imperialista del capitalismo sulla base di un’analisi del primo conflitto mondiale del 1914-18 – che fu un conflitto “per una nuova spartizione del mondo e per l’asservimento delle colonie” – soffermandosi in dettaglio sulla politica proposta da Lenin per la trasformazione della guerra imperialista in guerra civile e sulle parole d’ordine necessarie per far avanzare la lotta della classe operaia e per delineare uno sbocco rivoluzionario agli orrori della carneficina imperialista. Lenin e la guerra imperialista (giugno 2026)
Per l’azione operaia internazionale
Difendere l’Iran – Sconfiggere la guerra di Stati Uniti/Israele!
Per il diritto dell'Iran alle armi nucleari contro i terroristi statunitense e israeliani
Per la seconda volta in otto mesi, gli Stati Uniti e Israele hanno scatenato una guerra contro l’Iran con l’obiettivo di rovesciare il governo e insediare un regime filo-imperialista, distruggendo al contempo l’industria nucleare iraniana e i suoi missili. Dopo aver rapito il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Nicolás Maduro, e aver preso il controllo del petrolio venezuelano, l’aspirante imperatore yankee Donald Trump è deciso a rovesciare la Repubblica Islamica… e ad accaparrarsi il petrolio iraniano. L’uomo forte genocida di Israele, Benjamin Netanyahu, sta cercando di consolidare il dominio sionista in Medio Oriente. In questo momento cruciale, la Lega per la Quarta Internazionale chiama tutti i socialisti rivoluzionari, i lavoratori con coscienza di classe e gli oppositori del dominio imperialista mondiale a difendere l’Iran, un paese semicoloniale, e a schierarsi per la sconfitta dei guerrafondai imperialisti e sionisti genocidi. A livello internazionale, la LFI invita i lavoratori ad agire contro la guerra all’Iran e a bloccare le forniture di armi a Israele. In Iran, i trotskisti inviterebbero i lavoratori a mobilitarsi per schiacciare il tentativo di ripristinare il dominio della sanguinosa dinastia dello scià Reza Pahlavi, i burattini imperialisti oggi promossi da Israele. Pur non dando alcun sostegno politico al regime dei mullah, la lotta dovrebbe essere per la rivoluzione operaia. Difendere l’Iran – Sconfiggere la guerra di Stati Uniti/Israele! (28 febbraio 2026)
Perseguito per blocco sindacale di carico d’armi destinato a Israele
Difendere Markos Bekris, presidente dell’ENEDEP, Sindacato dei Lavoratori Portuali del Pireo, Grecia
La notte del 17 ottobre 2024, i lavoratori portuali del porto del Pireo, in Grecia, hanno impedito che un container contenente 21 tonnellate di munizioni venisse caricato su una nave di proprietà della compagnia israeliana ZIM Lines, diretta ad Haifa, in Israele. Sui container, i lavoratori hanno scritto con la vernice spray “Assassini fuori dal porto” e “Liberate la Palestina!”. Il blocco ha attirato l’attenzione di tutto il mondo. La rivista *The Internationalist* ha pubblicato un articolo in cui elogiava l’audace azione dei lavoratori portuali del Pireo come un eccellente esempio dell’appello della Lega per la Quarta Internazionale a un’azione internazionale dei lavoratori contro la guerra genocida condotta da Stati Uniti e Israele contro il popolo palestinese di Gaza. Un anno dopo, le autorità greche hanno avviato un procedimento penale contro Markos Bekris, presidente del Sindacato dei lavoratori della movimentazione container (ENEDEP) del porto del Pireo, per la coraggiosa azione del sindacato. Negli Stati Uniti, la Sezione 10 dell’International Longshore and Warehouse Union (ILWU) ha votato il 20 novembre una mozione che saluta l’azione dei lavoratori portuali greci e difende il presidente dell’ENEDEP Bekris. Difendere Markos Bekris (marzo 2026)
USA: I Democratici proteggono l’ICE – Mobilitazione operaia per respingere gli agenti federali!
Fermare lo stato di polizia di Trump!
Rompere con i partiti del capitale! – Per un partito operaio rivoluzionario!
Sotto l’amministrazione di Donald Trump, gli Stati Uniti stanno costruendo un regime di stato di polizia, in cui le azioni arbitrarie del potere esecutivo non sono praticamente soggette ad alcun controllo da parte dei tribunali, delle leggi, del Congresso o della Costituzione su cui hanno giurato. Gli Stati Uniti non sono ancora arrivati a quel punto, sono solo nelle fasi iniziali, smantellando le istituzioni e indebolendo la popolazione con una raffica di repressione militarizzata. L’esercito viene riorganizzato per la guerra interna e le varie agenzie del Dipartimento per la Sicurezza Interna (DHS) trasformate in una forza di polizia paramilitare polivalente. A guidare tutto questo c’è la campagna di Trump di deportazioni di massa degli immigrati, che costituiscono una parte vitale della forza lavoro statunitense, ma l’obiettivo finale sono tutti i lavoratori. Mentre la Casa Bianca ha scatenato i propri agenti in maschera per prelevare gli immigrati nelle loro case e per le strade, e la popolazione scende in piazza per opporsi, da Los Angeles a Washington, D.C. fino a Chicago, i funzionari democratici hanno ordinato alla propria polizia di fare da scudo alle forze federali. Trump ha esortato i propri sostenitori, la polizia federale e l’esercito a dare la caccia ai progressisti con accanimento. Per combattere questa spinta verso una palese dittatura capitalista dobbiamo fare affidamento sul potere della classe lavoratrice. Fermare lo Stato di polizia di Trump! (ottobre 2025)
Per un’azione di sciopero internazionale per fermare il genocidio a Gaza perpetrato da USA e Israele!
Lo sciopero di massa per Gaza blocca l’Italia
Lavoratori dei trasporti: blocchiamo le armi e tutte le merci per e da Israele!
Costruire un partito comunista leninista-trotskista!
Mentre una devastante carestia si sta diffondendo a Gaza come frutto della politica israeliana di deliberato sterminio di massa per fame della popolazione palestinese, il 17 settembre l’esercito ha scatenato il tanto a lungo minacciato assalto su vasta scala su Gaza City. L’incessante massacro sionista, che ha ormai provocato oltre 100.000 vittime, si intensifica ogni giorno. Inorriditi dal cataclisma al quale stanno assistendo in tempo reale, milioni di persone in tutto il mondo gridano disperatamente di fermare la distruzione del popolo palestinese. Adesso questo grido di dolore si è combinato con un’eccezionale mobilitazione della forza della classe operaia. Il 22 settembre l’Italia è stata sconvolta da uno sciopero di massa contro il genocidio a Gaza. Il 22 settembre l'Italia è stata sconvolta da uno sciopero di massa contro il genocidio a Gaza indetto dai sindacati militanti di base. Ci sono state proteste in 80 città, con almeno 300.000 manifestanti a Roma e fino a 1 milione in tutto il paese. Il massacro di Gaza non è soltanto un crimine israeliano, è un genocidio congiunto sionista/imperialista. Sin dall'inizio, la Lega per la Quarta Internazionale ha chiesto azioni operaie contro l'invio di armi a Israele. Ora questo può diventare una realtà a livello internazionale. La chiave è una leadership rivoluzionaria. Per un’azione di sciopero internazionale per fermare il genocidio a Gaza (24 settembre 2025
Lavoratori aeroportuali: blocchiamo i carichi di morte destinati a Israele! (24 settembre 2025)Discorso dell’attivista marittimo statunitense Jack Heyman all’incontro internazionale dei lavoratori portuali
I portuali europei chiamano ad azioni di sciopero per fermare i carichi d’armi
Il 26 e 27 settembre si è tenuto a Genova, in Italia, un incontro dei lavoratori portuali europei per discutere un’azione comune attorno allo slogan “I lavoratori portuali non lavoreranno per la guerra”. L’incontro ha fatto seguito alle recenti azioni dei lavoratori portuali in Marocco, Francia, Italia e Grecia, volte a bloccare le forniture di armi destinate alla guerra genocida di Israele contro Gaza. I sindacati hanno promesso di scioperare nuovamente se Israele avesse attaccato la Flottiglia Globale Sumud, cosa che è avvenuta la sera del 1° ottobre, con il sequestro di centinaia di volontari che portavano aiuti a Gaza. Immediatamente, i manifestanti sono scesi in strada in tutta Italia. Il 3 ottobre si è tenuto un altro «sciopero generale», questa volta con circa 2 milioni di manifestanti in 100 città. Ancora una volta, i porti sono stati chiusi, le linee ferroviarie e le autostrade bloccate. La Lega per la Quarta Internazionale ha chiesto fin dall’inizio un’azione dei lavoratori contro le spedizioni di armi verso Israele e l’Ucraina. Jack Heyman, attivista di lunga data nel settore portuale e marittimo, ha portato i saluti alla riunione da parte della sezione locale 10 dell’International Longshore and Warehouse Union di Oakland, in California. Nel suo discorso, che ha messo in evidenza i contributi della LFI, Heyman ha criticato aspramente i tradimenti burocratici che hanno bloccato un’efficace azione di solidarietà internazionale. Ciò ha colpito nel segno alcuni partecipanti alla conferenza. I portuali europei chiamano ad azioni di sciopero per fermare i carichi d’armi (8 ottobre 2025)
Studenti e operai: per una lotta congiunta contro la leva e la militarizzazione
Scioperi nelle scuole contro la coscrizione in Germania
Non siamo “carne da cannone” per l’imperialismo tedesco!
Il 5 dicembre, oltre 50.000 studenti delle scuole e delle università di tutta la Germania sono scesi in piazza per esprimere la loro opposizione alla “Legge sulla modernizzazione del servizio militare”, la cui votazione era prevista per lo stesso giorno al Bundestag (il parlamento). Il messaggio delle manifestazioni era chiaro: “Non siamo carne da cannone per le vostre crisi”. Ciononostante, la legge è stata rapidamente approvata dalla coalizione di governo «nero-rossa» (cristianodemocratici-socialdemocratici). Si tratta del fulcro della militarizzazione della società, che mira a rendere la Germania «pronta per la guerra» entro il 2030 — dalla conversione delle fabbriche automobilistiche alla produzione di carri armati, fino al taglio delle prestazioni sociali. La maggior parte dei progressisti e dei manifestanti invoca solo il rifiuto individuale perché vuole evitare la questione della guerra. Quindi i preparativi per la guerra dovrebbero procedere, semplicemente «senza di noi»? Certamente no. Il «servizio militare» riguarda la preparazione alla guerra nell’Est. Da quattro anni i paesi della NATO stanno armando fino ai denti l’esercito infestato dai fascisti del governo fantoccio di Kiev. Per combattere efficacemente la coscrizione, bisogna combattere la guerra che essa intende alimentare con truppe sacrificabili. Proprio grazie alla coraggiosa volontà dei giovani di opporsi a tutto ciò, noi trotskisti chiediamo di estendere gli scioperi scolastici contro il servizio militare a scioperi operai e a una lotta di classe generale contro la militarizzazione e la guerra imperialista. Scioperi nelle scuole contro la coscrizione in Germania (dicembre 2025)
Cliccare sull'immagine per accedere al pdf dell'intero giornale.Il vero stato “sponsor numero uno del terrore” contro i popoli del mondo
è l’imperialismo U.S.A.
Contro la guerra criminale di U.S.A./Israele: Difendere l’Iran! Sconfiggere i guerrafondai genocidi sionisti e imperialisti!
L’Iran ha diritto alle armi nucleari come deterrente ai terroristi israeliani e U.S.A. armati di armi nucleari!
In un mostruoso attacco criminale, nelle prime ore del mattino del 22 giugno, aerei da guerra statunitensi hanno bombardato diversi siti in Iran su ordine del presidente Donald Trump. Almeno una dozzina di bombe “bunker buster” sono state sganciate sul sito nucleare di Fordo e su altri siti. Nell’annunciare il suo sfacciato atto di guerra, Trump ha definito l’Iran il “bullo del Medio Oriente”, affermando che si trattava di porre “fine alla minaccia nucleare rappresentata dallo stato sponsor del terrore numero 1 al mondo”. In realtà, la potenza terroristica numero 1 al mondo e il bullo globale è l'imperialismo statunitense, che ha armato fino ai denti i macellai sionisti genocidi di Gaza. Sia sotto Trump che sotto i suoi predecessori democratici, i governanti imperialisti statunitensi stanno correndo verso una terza guerra mondiale termonucleare che solo la rivoluzione socialista internazionale può fermare. La Lega per la Quarta Internazionale e la sua sezione statunitense, il Internationalist Group, si schierano per la difesa dell’Iran contro la criminale guerra tra Stati Uniti e Israele e per la sconfitta degli imperialisti e dei sionisti che fanno la guerra. Ribadiamo che l’Iran ha diritto alle armi nucleari per scoraggiare i terroristi imperialisti e sionisti dotati di armi nucleari. Difendere l’Iran! Sconfiggere i guerrafondai sionisti e imperialisti! (giugno 2025)
L'internazionalista N. 8, maggio 2025
L’Italia sulla strada che porta a uno stato di polizia bonapartista
Per un vero sciopero generale per fermare il “decreto sicurezza” e il riarmo!
Per azioni operaie per fermare l’invio di armi a Israele e all’Ucraina!
Costruire un partito operaio rivoluzionario leninista-trotskista!
Il 4 aprile il governo italiano di destra della premier Giorgia Meloni ha approvato un decreto che mette in atto quasi tutte le misure repressive del draconiano disegno di legge sulla “sicurezza”, il Ddl 1660. Sei giorni dopo, la maggioranza di governo ha fatto adottare in parlamento una mozione che, di fatto, approvava il piano ReArm Europe che prevede 800 miliardi di euro di stanziamenti per il potenziamento della forza militare dell’UE. Repressione, guerra e militarizzazione sono all’ordine del giorno. Repressione, guerra e militarizzazione sono all’ordine del giorno. Oggi, sotto il regime della Meloni e del suo partito fascista Fratelli d’Italia (Fd’I), l’Italia continua a fornire armi ai macellai sionisti per la guerra genocida degli Stati Uniti e di Israele contro Gaza. Nel frattempo ha anche fornito miliardi di euro in armamenti al governo fantoccio della NATO in Ucraina per sostenere la guerra per procura imperialista contro la Russia mentre, al contempo, conduce una guerra di classe contro i lavoratori in Italia. Per bloccare questo governo di estrema destra sarà necessaria una mobilitazione totale della forza dei lavoratori e di tutti i difensori dei diritti democratici. Il Nucleo Internazionalista d’Italia esorta gli operai dotati di una coscienza di classe a battersi per uno sciopero generale unitario e illimitato per FERMARE il “decreto sicurezza” e i piani di riarmo! Per un vero sciopero generale per fermare il “decreto sicurezza” e il riarmo! (15 aprile 2025)
Giorgia Meloni e i suoi Fratelli fascisti d’Italia
Quando Giorgia Meloni, la leader di Fratelli d’Italia (Fd’I), si insediò come presidente del Consiglio dei ministri alla fine d’ottobre del 2022, si scatenò un’ondata di preoccupazione su scala internazionale a causa del primo governo italiano guidato da un partito proveniente dal movimento fascista di Benito Mussolini. Ma in Italia non è accaduto altrettanto. Mentre gli antifascisti di sinistra protestavano contro il nuovo governo di coalizione di destra, i partiti e i mass media borghesi “mainstream” avevano da lungo tempo “normalizzato” Fd’I. Perfino la maggior parte della sinistra si riferisce abitualmente al partito della Meloni semplicemente come a uno dei vari partiti dei padroni. Vengono utilizzate molte perifrasi: nella stampa Fratelli d’Italia viene spesso definito “populista”, “populista di destra” o, al massimo, “populista di destra radicale”. Fd’I si definisce (nelle sue “Tesi di Trieste” del 2017) come un “movimento patriottico” e “nazional-conservatore”. Un’altra etichetta frequente è “post-fascista”. Da parte nostra, il Nucleo Internazionalista d’Italia e la Lega per la Quarta Internazionale sostengono che in Fd’I non c’è nulla di “post”: anche se Fd’I può adattare il suo discorso elettorale, si tratta dell’ultima versione del Movimento Sociale Italiano (MSI) fascista del secondo dopoguerra. E l’obiettivo del governo di coalizione di destra che guida è quello di erigere uno “stato forte” bonapartista. Giorgia Meloni e i suoi Fratelli fascisti d’Italia (aprile 2025)
La frode della Costituzione “antifascista”Fascismo, bonapartismo e Donald Trump
Un fattore che contribuisce alla cecità sulla vera natura di Fratelli d’Italia scaturisce dalla confusione generata dalla cosiddetta “Costituzione antifascista” del 1947. Questa non è stata quella grande “conquista democratica” in “direzione del socialismo” quale il dirigente del PCI Togliatti rivendicava. E’ stata piuttosto una copertura per il tradimento della rivoluzione proletaria del 1943-45 da parte dei dirigenti stalinisti, i quali ordinarono il disarmo dei partigiani. Inoltre, questo statuto servì a mascherare l’amnistia generale verso quasi tutti gli ufficiali fascisti, proposta e scritta da Togliatti stesso. La frode della Costituzione “antifascista” (aprile 2025)
Fascisti e hobbit
Alla fine degli anni ’70, i fascisti italiani si appassionarono ai romanzi fantasy di J.R.R. Tolkien, Lo Hobbit e la trilogia de Il Signore degli Anelli. A partire dal 1977, le organizzazioni giovanili fasciste organizzarono ogni anno i cosiddetti “Hobbit Camp”. Negli Stati Uniti e altrove, le opere di Tolkien erano associate alla controcultura hippie, ma in Italia fungevano da versione fantasy della Guerra Fredda antisovietica. Anche in Ucraina, l’esercito infestato dai fascisti ha adottato le figure allegoriche delle opere di Tolkien nella guerra imperialista per procura contro la Russia. E negli Stati Uniti, Il Signore degli Anelli è un’icona dei potenti libertari e «tecnofascisti» della Silicon Valley, tra cui il vicepresidente statiunitense JD Vance e Peter Thiel. Fascisti e hobbit
(aprile 2025)
I fascisti italiani alla testa del terrorismo anticomunista durante la Guerra Fredda
Giorgia Meloni non ha mai rinnegato il Movimento Sociale Italiano (MSI), definendolo “un partito della destra democratica”. Tuttavia, sebbene l’MSI fosse emarginato sul piano elettorale, dietro le quinte intratteneva stretti legami con i vertici delle forze armate e dei servizi segreti italiani, nonché con golpisti e terroristi fascisti. I fascisti italiani alla testa del terrorismo anticomunista durante la Guerra Fredda (aprile 2025)
Si parla molto, soprattutto da parte dei “progressisti” democratici, del fatto che Trump sarebbe un fascista, cosa che abbiamo già affermato non essere esatta. Trump ricorre a una retorica fascista. È ultra-reazionario e punta a un regime che governerebbe con poteri semidittatoriali, ma ciò non equivale al fascismo. Il fascismo si basa su un movimento di massa composto da elementi “declassati”, pieni di rabbia per aver perso il proprio status, soprattutto a causa della crisi economica, in particolare provenienti dalla piccola borghesia, che viene mobilitata nell’interesse della grande borghesia come ariete per distruggere il movimento operaio. La borghesia non ne ha bisogno in questo paese al momento attuale. Ciò per cui sta spingendo è uno “stato forte” potenziato, ovvero il “bonapartismo”. Fascismo, bonapartismo e Donald Trump (29 aprile 2025
La nostra risposta al raduno dell’ICR a Roma: è il Programma quello che conta!
Autoproclamarsi comunista non basta
… quando tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare…
Lo scorso giugno, alcune centinaia di delegati e membri, provenienti da molti paesi diversi si sono ritrovati in una conferenza in Italia centrale e si sono autoproclamati in maniera bombastica Internazionale Comunista Rivoluzionaria (ICR). La campagna dell’ICR “E tu sei un comunista?” ha attirato un considerevole numero di giovani, tutto in vista di un gigantesco raduno a Roma, a novembre, dove verrà ufficialmente proclamato: “È nato il Partito Comunista Rivoluzionario!” Mentre il sistema capitalista in putrefazione crea situazioni potenzialmente rivoluzionarie che richiedono l’azione di una avanguardia genuinamente comunista, non è abbastanza semplicemente proclamarsi di essere quella giusta. Quali marxisti materialisti non crediamo in una nascita virginale, uno si dovrebbe domandare, ma da dove viene questa nuova internazionale? È l’ex Tendenza Marxista Internazionale (TMI). Nel Manifesto dell'ICR del marzo 2024, la sola menzione della parola “trotskista” è pronunciata contenuta negli aggettivi “settari pseudo-trotskisti”. Nell’epoca imperialista, un’avanguardia rivoluzionaria non può che essere leninista e trotskista, guidata dalle lezioni dell’Ottobre 1917, quelle della Rivoluzione russa bolscevica. Autoproclamarsi comunista non basta (18 novembre 2024)
Ai nuovi membri non è concesso saperlo…
La lunga storia di sostegno della TMI/ICR ai “sindacati” di poliziotti
La Tendenza Marxista Internazionale (ora ribattezzata “Internazionale Comunista Rivoluzionaria”) ha una lunga storia di sostegno ai “sindacati” della polizia e ai loro “scioperi”. L'ex IMT ha scritto una polemica di 30.000 parole, cercando di offuscare questa posizione, contro il Gruppo Internazionalista, che sostiene la posizione trotskista di “poliziotti fuori dai sindacati”. Ecco le prove. La lunga storia di sostegno della TMI/ICR ai “sindacati” di poliziotti (18 novembre 2024)
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L'internazionalista N. 7, dicembre 2024
Ecco il regime del MAGA: Miliardari “populisti” sul piede di guerra
Democratici raccolgono i frutti amari del loro disprezzo per i lavoratori
Elezioni U.S.A. 2024: Trump II si prepara a governare per decreto
Le elezioni statunitensi del 2024 costituiscono un punto di svolta nella storia recente, che perfino gli imperialisti liberali e conservatori riconoscono come la fine di un’epoca. Il riferimento è all’èra dell’egemonia globale degli USA che fece seguito alla Seconda guerra mondiale. Il “secolo americano” è finito. La vittoria di Donald Trump è avvenuta contro il Partito Democratico di Joe Biden e Kamala Harris e contro l’“establishment” repubblicano, cioè contro i partiti complici che si sono alternati al governo sulla base di un “consenso da Guerra Fredda”. La loro sconfitta riflette il declino a lungo termine degli Stati Uniti nell’economia capitalista mondiale, e adesso anche l’indebolimento della loro potenza militare. L’erosione del sostegno della classe operaia ai democratici è arrivata a un punto di rottura. Ma in particolare, mentre Trump ha ottenuto 3 milioni di voti in più rispetto al 2020, la Harris ha registrato 6 milioni di voti in meno rispetto a quelli per Biden del 2020. Più che un netto spostamento a destra della popolazione statunitense, le elezioni del 2024 sono state un voto – attivo e passivo, da destra e da sinistra – contro il Partito Democratico. Mentre Donald Trump adotta pose populiste, ora sta formando un governo di miliardari. La situazione mondiale di estremo pericolo richiede una direzione rivoluzionaria proletaria. Elezioni U.S.A. 2024: Trump II si prepara a governare per decreto (dicembre 2024)
Repubblicani e Democratici dichiarano guerra agli immigrati
USA: Mobilitare la forza della classe operaia per fermare le deportazioni
Il governo degli Stati Uniti sta scatenando una guerra contro i lavoratori del paese. Alimentata da un’isteria crescente contro gli immigrati “illegale”, è un attacco all'intera classe operaia e un assalto ai diritti democratici dell'intera popolazione. Per portare a compimento la sua minaccia di deportazioni di massa, il candidato repubblicano alla presidenza Donald Trump si sta preparando a dichiarare un'emergenza nazionale. Questo assalto deve essere contrastato con le unghie e con i denti, in particolare scatenando l’enorme potere della classe operaia, di cui gli immigrati sono parte integrante. Questo potere è in grado di fermare la macchina delle deportazioni, perché “un attacco a uno è un attacco a tutti!” Questa battaglia richiede di affrontare entrambi i partiti dei padroni, quello Repubblicano e quello Democratico. Mobilitare la forza della classe operaia per fermare le deportazioni! (dicembre 2024)
Per azioni operaie contro la guerra imperialista e sionista
Grecia: I lavoratori portuali bloccano le armi a Israele e all’Ucraina
Nella notte del 17 ottobre 2024, brandendo festosamente razzi colorati di rosso e cantando “Palestina libera!”, decine di operai portuali del Pireo, in Grecia, hanno bloccato il cargo di un container contenente munizioni a bordo di una nave diretta a Israele. La nave è ripartita senza il carico di morte. L’azione è stata portata a compimento dal sindacato dei portuali associato al Partito comunista greco KKE. Luogo, il 6 novembre, manifestanti del KKE hanno bloccato una nave carica di munizioni e razzi destinati al regime Ucraino che agisce nel conflitto per procura di U.S.A. e della NATO. Fermare i container di munizioni a Israele, convogli destinati alla guerra in Ucraina, scioperi di un giorno che chiudono i porti — queste azioni non sono che un primo passo, ma sono di vitale importanza nell’indicare la direzione che la lotta alla guerra imperialista e sionista deve intraprendere. I portuali greci bloccano le armi destinate a Israele e all’Ucraina (26 novembre 2024)
Mobilitazione generale in solidarietà con il popolo palestinese!
Primo Maggio 2024: Azioni operaie internazionali contro la guerra genocida degli USA/Israele a Gaza!
Con la barbara guerra a Gaza giunta ormai al sesto mese, è assolutamente chiaro cio di cui è di un vero e proprio genocidio, che prende di mira l'intera popolazione araba palestinese di quella che è stata definita la più grande prigione a cielo aperto del mondo. E’ anche chiaro che questa è una guerra congiunta degli USA/Israele. Ciò di cui abbiamo urgentemente bisogno è la mobilitazione del potere in grado di fermare il massacro, del potere
della classe operaia, negli Stati Uniti e in tutto il resto del mondo. Finora gli appelli alla solidarietà dei lavoratori sono rimasti per lo più sulla carta, e le chiusure dei porti sono state indette per lo più da gruppi comunitari piuttosto che dai sindacati. Il prossimo Primo Maggio, la festa dei lavoratori, dovrebbe diventare una giornata di azione militante dei lavoratori a livello internazionale - compresi scioperi e mobilitazioni di massa guidate dai lavoratori - per fermare la guerra genocida statunitense/israeliana contro Gaza. Recentemente, la Federazione generale palestinese del lavoro di Gaza ha lanciato un appello ai sindacati degli Stati Uniti affinché facciano proprio questo. I militanti della lotta di classe dovrebbero agire ora per organizzare la trasformazione di questo appello in realtà. Primo Maggio 2024: Per un'azione internazionale dei lavoratori contro la guerra genocida a Gaza! (26 marzo 2024)
La vendetta sionista a seguito dell’offensiva di Hamas scuote profondamente Israele
Difendere i palestinesi contro la guerra genocida degli U.S.A./Israele su Gaza!
Respingere i sionisti fuori dalla Cisgiordania e da Gaza
Per azioni operaie internazionali contro gli attacchi su Gaza
Per uno stato operaio palestinese arabo-ebraico, parte di una federazione socialista del Medio Oriente
All’alba di sabato, 7 ottobre, il Movimento di resistenza islamica (Hamas) a Gaza ha messo in atto un sorprendente attacco contro Israele, lo stato sionista che ha cacciato milioni di arabi palestinesi dalla loro terra e ne ha oppresso altrettanti nella Striscia di Gaza, nei territori occupati della Cisgiordania e in seno alla stessa Israele. La massiccia barriera di confine che circonda completamente Gaza è stata violata in numerosi punti e i combattenti di Hamas hanno invaso due dozzine di comunità israeliane. Centinaia di israeliani sono stati uccisi e ora l'esercito israeliano ha ucciso altrettanti o più palestinesi in attacchi aerei, mentre si prepara a un'invasione di Gaza, densamente popolata, utilizzando armi di precisione statunitensi. Ora Israele ha ordinato un assedio genocida. Qualsiasi colpo reale contro lo Stato sionista da parte delle forze palestinesi è nell'interesse dei lavoratori e degli oppressi, ma il terrore indiscriminato contro israeliani a caso mina la difesa del popolo palestinese. Negli Stati Uniti e in altri paesi imperialisti viene fomentata l'isteria anti-palestinese per sopprimere qualsiasi solidarietà con i palestinesi. Il Gruppo Internazionalista e la Lega per la Quarta Internazionale chiedono il diritto al ritorno di tutti i palestinesi, la difesa del popolo palestinese, l'azione dei lavoratori contro il terrore sionista e uno stato operaio palestinese arabo-ebraico in una federazione socialista del Medio Oriente. Difendere i palestinesi contro la guerra genocida degli U.S.A./Israele su Gaza! (10 ottobre 2023)
Le origini di Hamas (10 ottobre 2023)
25 Febbraio: Porto di Genova, 10.000 in protesta contro le armi all’Ucraina
Estate 2023: Mobilitare il potere operaio per chiudere le basi NATO in Italia!
L’azione operaia è vitale per la sconfitta della campagna di guerra imperialista contro Russia e Cina
Dalla fascista Meloni ai populisti fino ai liberal “democratici”: tutti guerrafondai, rompi sciopero e alleati dei padroni!
La guerra imperialista contro la Russia, il cui obiettivo finale è quello di restaurare il dominio capitalista in Cina, continua a intensificarsi. Quando a maggio il presidente fantoccio fascista dell'Ucraina Zelensky ha fatto visita al primo ministro fascista italiano, Giorgia Meloni gli ha ribadito che il suo governo continuerà a garantire il suo sostegno militare a Kiev. Il 25 febbraio scorso, i lavoratori portuali di Genova hanno organizzato una manifestazione di 10.000 persone chiamando al blocco delle spedizioni di armi all'Ucraina ed esprimendo la loro opposizione alla “guerra della NATO”. Il Nucleo Internazionalista d'Italia e la Lega per la Quarta Internazionale hanno fatto appello a difendere la Russia e la Cina e a sconfiggere l'imperialismo USA/NATO. Tuttavia, mentre gran parte dei gruppi della sinistra italiana si è trasformata nei “socialisti della NATO”, ve ne sono altri che dirigono combattivi sindacati di base che in compagnia dei loro alleati hanno adottato una politica che vorrebbe avere una “terza scelta”. La loro posizione che la Russia e Cina sono due paesi imperialisti (e non uno stato capitalista intermedio l'uno e uno stato operaio burocraticamente deformato l'altro) non è il frutto di una analisi scientifica marxista, piuttosto consiste in una palese scusa per rifiutarsi di difendere entrambi dall'attacco dei veri paesi imperialisti, tutti uniti insieme nella NATO, Italia inclusa! L’azione operaia è vitale per la sconfitta della campagna di guerra imperialista contro Russia e Cina (27 giugno 2023)
L'internazionalista N. 6, giugno 2022
Fascisti e nazionalisti ucraini giù le mani dal Donbass!
Difendere il diritto di autodeterminazione dell’Ucraina sudorientale!
Sconfiggere la spinta di guerra U.S.A./NATO e le sanzioni contro la Russia!
Dichiarazione della Lega per la Quarta Internazionale
Il 21 febbraio, dopo settimane di propaganda di guerra imperialista sempre più isterica e di un’escalation quotidiana di attacchi da parte del governo ucraino e delle forze fasciste/nazionaliste contro le regioni separatiste russofone di Donetsk e Lugansk nell’Ucraina orientale, il presidente russo Vladimir Putin ha formalmente riconosciuto l’indipendenza di queste autoproclamatesi repubbliche popolari sotto attacco e vi ha inviato le truppe. Gli Stati Uniti, la NATO (Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord) e l’Unione Europea hanno immediatamente condannato la Russia per la sua azione difensiva e hanno annunciato che imporranno severe sanzioni economiche. I lavoratori coscienti della classe e tutti gli oppositori dell’imperialismo dovrebbero denunciare la spinta bellica imperialista degli Stati Uniti e della NATO, che solleva lo spettro di una guerra mondiale. Gli imperialisti cercano di isolare, provocare e demonizzare la Russia, che nonostante le ambizioni imperiali di Putin è una potenza capitalista intermedia e regionale. Ma l’obiettivo finale degli imperialisti è quello di innescare la controrivoluzione in Cina, Cuba e Corea del Nord. Di fronte all’escalation di minacce e pericoli, facciamo appello alla classe operaia mondiale di difendere la Cina e gli altri stati operai burocraticamente deformati contro l’imperialismo e la controrivoluzione. Sconfiggere la spinta di guerra USA/NATO e le sanzioni contro la Russia! (23 febbraio 2022)
Il nazionalista russo Putin contro l’internazionalista bolscevico Lenin (23 febbraio 2022)
Opporsi alla guerra Russia-Ucraina provocata dagli imperialisti
Lotta rivoluzionaria contro i governanti capitalisti a Mosca e Kiev!
Dietro questa guerra: la spinta bellica di U.S.A./NATO contro Russia e Cina
Difendere l’autonomia di governo nell’Ucraina sudorientale! Schiacciare i fascisti! Internazionalismo proletario contro il nazionalismo russo e ucraino!
Il 24 febbraio il presidente russo Vladimir Putin ha lanciato un’operazione militare in Ucraina. Il primo giorno è consistita nello spedire truppe a rafforzare le “repubbliche popolari” secessioniste di Donetsk e Lugansk, accompagnandola con attacchi aerei contro obiettivi militari in molte parti dell’Ucraina. Questa si è velocemente trasformata in un’invasione via terra da parte delle truppe russe che hanno accerchiato e attaccato diverse città ucraine. Dopo previi discorsi di difesa delle regioni assediate del Donbass, al momento di lanciare il suo attacco militare, Putin ha dichiarato che il suo scopo di “demilitarizzare e denazificare l’Ucraina”. Questa è ora una guerra tra lo stato capitalista russo, con i suoi governanti nazionalisti a Mosca, e quelli dell’Ucraina, il cui regime nazionalista di Kiev ha agito come una marionetta dell’imperialismo occidentale e ha usato forze fasciste per porre sotto assedio la popolazione russofona dell’Ucraina sud-orientale. Noi trotskisti facciamo appello in questa guerra reazionaria e nazionalista al disfattismo rivoluzionario da ambo le parti e a condurre una lotta proletaria internazionalista contro entrambi i regimi capitalisti e, soprattutto, contro i governanti degli U.S.A. e dell’Europa che hanno scatenato questa conflagrazione. Dietro questa guerra: la spinta bellica di U.S.A./NATO contro Russia e Cina (28 febbraio 2022)
Impostori pseudo-trotskisti si allineano con l’imperialismo…
Socialisti della NATO in Italia
Nell’attuale conflitto Russia-Ucraina, istigato dalle potenze dell’Organizzazione del Trattato Nord Atlantico (NATO), i comunisti nei centri imperialisti, Italia inclusa, sono tenuti a lottare per azioni operaie contro la guerra, opporsi alle sanzioni contro la Russia e a mobilitarsi per sconfiggere la spinta di guerra della NATO attraverso la lotta di classe contro la “loro” borghesia imperialista. Il nemico principale è a casa propria, specialmente in seno alla guerrafondaia Unione Europea (UE), Gran Bretagna e Stati Uniti d’America. Ma in Italia, come altrove, una gran parte della sinistra si è allineata con la propria borghesia imperialista e schierata dalla parte della “resistenza” ucraina sostenuta dalla NATO. Questi socialisti della NATO stanno attivamente sostenendo la campagna guerrafondaia imperialista. Socialisti della NATO in Italia (aprile 2022)
Cliccare sull'immagine per accedere al pdf dell'intero giornale.Biden, Sanders e i Democratici armano i macellai sionisti
Difendere i palestinesi contro la guerra israeliana
Per una rivoluzione operaia arabo-ebraica!
L’assalto alla Moschea di al-Aqsa a Gerusalemme da parte di centinaia di poliziotti israeliani il 10 maggio è stato il primo colpo di una nuova guerra sionista contro il popolo arabo palestinese. Mentre i media imperialisti parlano di un conflitto militare tra Israele e Hamas nell’enclave assediata di Gaza, in realtà si tratta di un massacro unilaterale di palestinesi da parte della macchina da guerra israeliana. A questo si aggiunge il terrore scatenato dai teppisti sionisti-fascisti contro i palestinesi nelle città israeliane a popolazione mista araba ed ebraica. Nel frattempo, il Partito Democratico dell’imperialismo statunitense ha fornito le armi che Israele usa per far piovere morte sul popolo palestinese. Le orribili immagini hanno scatenato le proteste di decine di migliaia di persone in tutto il mondo. Di fronte al nuovo scoppio della guerra sionista senza fine, la Lega per la Quarta Internazionale rivendica la difesa del popolo palestinese oppresso, l’espulsione dell’esercito israeliano e di tutti i coloni sionisti dai territori palestinesi occupati, l’azione operaia contro la guerra sionista/imperialista contro i palestinesi, e uno stato operaio arabo-ebraico palestinese come parte di una federazione socialista di tutta la regione del Medio Oriente. Difendere i palestinesi contro la guerra israeliana - per una rivoluzione operaia arabo-ebraica! (18 maggio 2021)
Difendere i combattivi lavoratori immigrati del sindacato S.I. Cobas
contro la repressione
Governo Draghi: Repressione, miseria e morte
Mobilitazione di tutta la classe operaia per sconfiggere l’attacco proveniente da tutti i fronti!
No al vicolo cieco del riformismo - Forgiare un partito rivoluzionario dei lavoratori!
In questo secondo anno di pandemia di coronavirus, l’Italia è ancora impantanata nella rappresentazione horror di questa piaga moderna senza fine. In questa emergenza in corso, la borghesia italiana ha scaricato il debole e instabile governo di coalizione del Partito Democratico e Cinque Stelle, sustituendolo con Mario Draghi, l’ex presidente della Banca Europea. I primi mesi del governo Draghi sono stati pieni della retorica su come “tutti gli italiani sono insieme in questo”, ma i primi colpi del governo Draghi sono stati rivolti ad aumentare la repressione contro il movimento operaio, in particolare contro il sindacato S.I. Cobas, che raccoglie lavoratori prevalentemente immigrati, a Piacenza, Prato e altrove. Spinti a reagire da condizioni di lavoro brutali, alcuni dei settori più sfruttati della classe operaia hanno intrapreso azioni sindacali e di solidarietà, incentrate sulla logistica. La risposta di gran parte della sinistra che si richiama al socialismo è stata quella di formare un Patto d’Azione con S.I. Cobas, una coalizione politica che poggia sull’accordo su 15 punti di un programma politico riformista.. Questo programma è costituito in grande maggioranza in appelli al governo capitalista affinché agisca in favore degli operai, piuttosto che in appelli ai lavoratori a contare su se stessi per far rispettare le proprie richieste. Ciò che i veri comunisti devono dire alle masse nella straziante crisi del coronavirus è che la classe operaia deve stabilire il suo governo di classe rivoluzionario, appropriandosi dei mezzi di produzione e collettivizzandoli, organizzando la produzione per soddisfare i bisogni umani, non i profitti di pochi. Questa lotta richiede soprattutto la creazione di un partito operaio rivoluzionario. Governo Draghi: Repressione, miseria e morte (26 Aprile 2021)
Solo la rivoluzione potrà dare giustizia!
Quando finirà? Il linciaggio razzista di George Floyd da parte della polizia
Da Gordon Barnes
Nel mezzo della pandemia senza precedenti del Covid-19, gli Stati Uniti sono scossi dalle proteste a livello nazionale contro la brutalità e gli omicidi commessi dalla polizia razzista. Ogni notte si sentono gli elicotteri sopra la testa; ogni giorno arrivano nuove immagini di violenza della polizia, repressione, coprifuoco e arresti accompagnati dalla minaccia della legge marziale. Perché, nonostante le ondate di protesta e le cicliche promesse di “riforma”, la polizia continua a uccidere i neri? La lista dei loro nomi è infinita. Mentre i manifestanti li scandiscono cantando, alcuni di noi aggiungono la frase “la lista non finisce più”. Nata come forza professionalizzata dalle pattuglie di controllo degli schiavi nel sud degli Stati Uniti, la polizia è al servizio dell’élite al potere e protegge la loro proprietà e l’ordine sociale. Questo è il ruolo fondamentale dei poliziotti sotto il capitalismo. Ciò che rischia di ripetersi durante l’attuale ciclo di ferventi proteste, è l’incanalamento del dissenso nel Partito Democratico. I sindaci democratici controllano in gran parte i centri urbani di questo paese e le loro forze di polizia. Sono questi sindaci democratici che hanno istituito i vari coprifuoco e la repressione da parte della polizia, e sono stati una serie di governatori del Partito Democratico con i loro confratelli repubblicani che hanno dispiegato la Guardia Nazionale. Per superare l’oppressione razziale che è sempre stata, ed è parte alle fondamenta del capitalismo americano, il potere della classe operaia multirazziale deve essere mobilitato. Quando finirà? Il linciaggio razzista di George Floyd da parte della polizia (3 giugno 2020)
Per soddisfare le urgenti richieste è centrale il potere operaio
Ecco come negli Stati Uniti il capitalismo ha sabotato la produzione dei ventilatori
Mentre la pandemia del Covid19 sta devastando l’intero paese, con la città di New York come suo epicentro, sia gli ospedali sia il governo sono stati colti del tutto impreparati. Stiamo assistendo ad una acerrima, quanto vergognosa corsa alla vendita all’asta al migliori offerente, che vede i governatori dei singoli stati in competizione l’uno contro l’altro e con le agenzie federali per arrivare primi a mettere ciascuno le loro mani sopra ai dispositivi medici salvavita. Sarebbe opportuno mettere in atto un programma di emergenza per la produzione di decine di migliaia di nuovi ventilatori – già da ieri! Perché questo non è avvenuto? Le aziende produttrici di apparecchiature medicali sono contrarie alla produzione in scala massiva di tali strumenti, come sarebbe invece necessario, perché ciò azzererebbe i loro profitti. La carenza di questi macchinari è nota da anni. Molti professionisti del campo medico, e persino funzionari governativi, hanno dato l’allarme, mettendo le istituzioni sull’avviso che una eventuale pandemia avrebbe lasciato nei guai seri gli ospedali dell’intero paese. Ciononostante, allorquando fu tentato, nel 2008, l’acquisto di 40,000 nuovi ventilatori, l’azienda produttrice, vincitrice dell’appalto, fu acquisita da un concorrente più forte allo scopo di impedire la produzione di quei macchinari ad un costo più basso. Gli operai alla General Electric hanno fatto appello alla loro azienda di riassumere gli operai licenziati e di riconvertire degli impianti per la produzione di apparecchiature medicali salvavita. Messi di fronte al rifiuto dei padroni di fare questo passo, gli operai della GE dovrebbero prendere il controllo della produzione, con l’obiettivo di aumentarne la produzione, sulla strada della rivoluzione socialista. Ecco come negli Stati Uniti il capitalismo ha sabotato la produzione dei ventilatori (14 aprile 2020)
Mentre lo stato operaio cinese ha contenuto con successo i focolai
La pandemia di Coronavirus imperversa in Italia, sopraffacendo il sistema medico capitalista
L’Italia è il paese in cui il nuovo coronavirus COVID-19 ha colpito per primo e con maggiore intensità l’Europa occidentale. L’esplosione del disastro della salute pubblica italiana è però rivelatrice dei massicci tagli all’assistenza sanitaria realizzati in particolare dall’inizio della crisi economica capitalista mondiale nel 2007-2008. Il risultato è stato devastante, ha esposto drammaticamente l’incapacità del sistema capitalista a proteggere la vita della popolazione e a fornire ad essa un’adeguata assistenza medica. Contrariamente a questo quadro cupo e terrificante della situazione dell’Italia capitalista, dove la pandemia di coronavirus continua a essere fuori controllo, a metà marzo la Cina aveva ampiamente (ma non completamente) respinto la pandemia. La portata delle azioni intraprese con successo e del coordinamento applicate in Cina contro il coronavirus può solo essere raggiunta da uno stato operaio con un’economia pianificata. In Italia, un’ondata di scioperi e interruzioni spontanee del lavoro si è verificata in tutta Italia dal momento che i lavoratori hanno iniziato a rifiutarsi di lavorare senza indumenti e attrezzature protettive e condizioni di sicurezza. Il caos strutturale e l’anarchia dell’economia capitalista sono determinati dalla produzione fatta a scopo di lucro, scopo che la rende incapace di un efficace intervento coordinato. Rivendichiamo il controllo operaio come parte della lotta per la rivoluzione socialista in Italia e a livello internazionale. La pandemia di Coronavirus imperversa in Italia, sopraffacendo il sistema medico capitalista (4 aprile 2020)
Governi Conte 1 e 2 attaccano i lavoratori e immigrati
Mobilitare il potere operaio per stracciare i decreti Salvini e rovesciare il Jobs Act
Dopo che il governo “populista” Lega / Movimento 5 Stelle (M5S) ha intensificato la repressione anti-immigrazione e anti-operaia sotto l’egida del Primo Ministro Giuseppe Conte, sarà il governo “neo-liberale” del Partito Democratico (PD) con il M5S a dare continuità a questi attacchi ai lavoratori, agli immigrati, alle donne e ai giovani. Le “confederazioni” sindacali principali appoggiano ancora apertamente il governo, mentre gran parte dell’“estrema sinistra” cerca di mettere insieme un “fronte anti-capitalista” sulla base di una piattaforma di richieste riformiste. Ma l’idea che sarebbe possibile vietare i licenziamenti, fornire alloggi per i senzatetto, buoni posti di lavoro ai giovani, uguale paga alle donne, un pensionamento dignitoso agli anziani e diritti democratici per gli immigrati.. ecc. in questo sistema capitalista in declino è pura illusione. Per sbarazzarcene ci vorrà una rivoluzione. Noi invece chiamiamo alla costruzione di una opposizione rivoluzionaria di lotta di classe nei sindacati: comunisti nel sindacato, non sindacalisti nel partito. L’unica vera risposta all’offensiva borghese è quella di forgiare un partito operaio rivoluzionario internazionale basato sul programma internazionalista di Lenin e Trotsky. Mobilitare il potere operaio per stracciare i decreti Salvini e rovesciare il Jobs Act (settembre 2019)
Francia e Italia:
Gli operai portuali boicottano un carico militare saudita di armi destinate alla guerra in Yemen
In una serie di drammatiche dimostrazioni del potere operaio, i lavoratori portuali francesi di Le Havre e quelli italiani a Genova hanno messo a segno un colpo contro l’imperialismo a favore della solidarietà proletaria internazionale. Nelle ultime settimane, infatti, si sono rifiutati, con successo, di caricare merci militari su navi saudite destinate alle forze militari dell’Arabia Saudita e degli Emirati del Golfo appoggiati dagli Stati Uniti, ingaggiati in una guerra omicida contro la popolazione Houthi in Yemen. Salutiamo l’azione dei lavoratori portuali nel fermare il carico di guerra all’Arabia Saudita. Il Nucleo Internazionalista d’Italia ha partecipato alla manifestazione in solidarietà con l’azione dei lavoratori di Genova e la Lega per la Quarta Internazionale ha aiutato a intraprendere scioperi e azioni operaie contro la guerra imperialista. Gli operai portuali boicottano un carico militare saudita di armi destinate alla guerra in Yemen (giugno 2019)
Populismo borghese e riformismo socialdemocratico: un vicolo cieco
Elezioni del 4 Marzo: Isteria anti-immigrati
La campagna per le elezioni del prossimo 4 marzo è dominata da un vile sciovinismo xenofobo anti-immigrati. Tutti i partiti e le coalizioni borghesi in lizza sventolano lo spauracchio della “immigrazione clandestina”. La Lega (ex-Nord) irrompe nell’arena sollevando slogan come “prima gli italiani! Ora o mai più! Stop all’invasione!”. Si aggiunge il Movimento Cinque Stelle, con il suo leader storico Beppe Grillo che ha recentemente fatto appello a deportare immediatamente tutti i “clandestini”. La strategia del governo di Renzi-Gentiloni-Minniti (PD) è di mettersi alla testa dell’isteria anti-immigrati estendendo aggressivamente l’influenza dell’imperialismo italiano nell’area del Mediterraneo, in Libia e negli stati più a sud. Questa spinta imperialista è accompagnata da una campagna di repressione razziale contro gli immigrati e rifugiati che cercano asilo in Italia. Ciò che la sinistra, addomesticata, contrappone alle tre principali coalizioni borghesi di Forza Italia / Lega, Cinque Stelle e del PD è un misto di populismo borghese e di riformismo socialdemocratico. Nell’attuale clima d’isteria anti-immigrazione e attacchi fascisti, sono necessarie mobilitazioni di massa che mettano in campo il potere della classe operaia per fermare i fascisti e per fermare le deportazioni. Soprattutto, c’è bisogno di forgiare una genuina avanguardia leninista-trotskista. Elezioni del 4 Marzo: Isteria anti-immigrati (24 febbraio 2018)
“L’antifascismo” della borghesia è una frode!
La lezione di Macerata: Azioni operaie di massa per difendere gli immigrati e fermare i fascisti!
Il tiro al bersaglio su sei immigrati di origine africana il 3 febbraio è stato un tentativo di massacro fascista. Avvenuto in mezzo alla campagna elettorale, Matteo Salvini della Lega ha giustificato le azioni di questo bandito fascista facendo appello all’espulsione di mezzo milione d’immigrati, mentre il suo compagno di coalizione, Berlusconi, ha sollecitato la richiesta elevando la cifra delle deportazioni a 600.000. In risposta, più di 25.000 persone hanno marciato nella piccola cittadina delle Marche per denunciare gli assassini fascisti. Alla manifestazione erano presenti, in numero rilevante, fronte-populisti borghesi, ma anche centinaia di lavoratori, dei metalmeccanici della FIOM, militanti del SI Cobas e della CGIL, che insieme hanno mostrato il potenziale che avrebbe la mobilitazione di massa della classe operaia. Politicamente, però, è una storia diversa. Quasi tutti chiedono allo stato capitalista di agire contro i fascisti. Ma l’apparato repressivo della borghesia, oltre ad essere humus fertile per gli squadroni d’azione fascisti, è il loro massimo protettore. Noi del Nucleo Internazionalista d’Italia, sezione della Lega per la Quarta Internazionale, dichiamo que sono necessarie mobilitazioni di massa che mettano in campo il potere della classe operaia per fermare i fascisti. La lezione di Macerata (24 febbraio 2018)
Far cadere tutte le accuse contro Aldo Milani!
Reintegrare tutti i licenziati alla Levoni!
Mobilitazioni operaie liberano il dirigente dei Si COBAS arrestato
L’arresto del dirigente dei Si COBAS Aldo Milani, del 26 gennaio scorso, era una trasparente montatura progettata dalla polizia in collusione con i padroni della società della lavorazione e confezionamento delle carni Levoni. I lavoratori dei magazzini logistici in tutta Italia, in risposta, si sono mobilitati e hanno protestato. Come risultato delle molte azioni di protesta dei lavoratori, dopo due giorni, il leader sindacale è stato rilasciato su cauzione. I lavoratori continuano a picchettare la Levoni chiedendo il reintegro di 55 colleghi licenziati. Per anni il SI COBAS ha organizzato scioperi e mobilitazioni ripetuti per difendere e organizzare i lavoratori a bassa retribuzione dei magazzini e, più recentemente, i lavoratori agricoli orribilmente sfruttati e abusati. Il sindacato SI COBAS, con il suo appello di sfida alla “guerra contro la guerra,” non deve essere lasciato solo nel contrastare la repressione borghese. L’attacco contro uno è un attacco contro tutti! Il sindacato SI COBAS, con il suo appello di sfida alla “guerra contro la guerra,” non deve essere lasciato solo nel contrastare la repressione borghese. L’attacco contro uno è un attacco contro tutti! Mobilitazioni operaie liberano il dirigente dei Si COBAS arrestato (5 febbraio 2017)
Vota “No” al referendum sulla “riforma” costituzionale
Capitalisti italiani spingono verso un bonapartismo istituzionale
I rapaci banchieri dell’UE e del FMI esigono un abbassamento del tenore di vita che non finisce mai e la rimozione di diritti e servizi essenziali. La loro richiesta di “governabilità” è una spinta a ridurre drasticamente qualsiasi parvenza di controllo democratico al fine di far passare misure anti-operaie brutali. Questo è il nocciolo del referendum proposto per quest’autunno dal premier Renzi. Sponsorizzata dal governo del PD, la “riforma costituzionale” fa parte della spinta verso bonapartismo istituzionale per evitare controlli democratici “fastidiosi”. Mentre i comunisti non sono insensibili ai diritti democratico borghesi e a quelli della classe operaia e facciamo appello per votare No a questo referendum, siamo coscienti che gli orpelli democratici dello stato della borghesia maschera il ruolo di capitale, e sotto l’imperialismo maschera la dittatura del capitale finanziario. Mentre gran parte della sinistra riformista è ossessionata dal il gioco elettorale borghese truccato, i rivoluzionari cercano soprattutto di mobilitare il potere della classe operaia nelle fabbriche e nelle strade per intraprendere la lotta per spazzare via tutti gli sfruttatori per costituire gli Stati Uniti Socialisti d’Europa. Capitalisti italiani spingono verso un bonapartismo istituzionale (settembre 2016)
Sono decine di migliaia i licenziati in purghe imponenti!
Difendere gli insegnanti curdi e turchi!
Un assalto a tutto campo si è abbattuto sugli insegnanti in Turchia l’8 settembre, quando in 11.285 sono stati sospesi dal governo autoritario del presidente Recep Tayyip Erdogan e il suo AKP (Partito per la Giustizia e lo Sviluppo). Il Sindacato dell’Istruzione e della Scienza, Eğitim-Sen, il più grande sindacato di sinistra in Turchia, è stato sotto costante attacco da parte di destra, sotto il regime islamico AKP per oltre un decennio, e prima ancora sotto il governo sostenuto dai militari.Ora, sembra che Erdoğan voglia finirlo definitivamente operando licenziamenti all’ingrosso. Il governo ha già utilizzato il fallito colpo di stato del 15 luglio per eliminare tutte le forze di opposizione, in particolare le organizzazioni curde e alcune di sinistra. Gli educatori licenziati provenivano in gran parte dal sud-est della Turchia, dove la maggioranza della popolazione è di etnia curda. La Lega per la Quarta Internazionale ha difeso fin dalla sua nascita non solo l’autonomia ma il diritto di indipendenza del popolo curdo e fa appello per una Repubblica socialista del Kurdistan unito. Oggi è urgente che tutti i sindacalisti combattivi e i difensori dei diritti dei lavoratori accorrano in difesa degli insegnanti turchi e curdi. L’assalto a Eğitim Sem consiste, in un momento critico precipitato dal capitalismo decadente, in un attacco all’istruzione pubblica e agli educatori di tutto il mondo, dal Messico al Brasile, dagli Stati Uniti all’Europa. Difendere gli insegnanti curdi e turchi! (23 settembre 2016).
Mai più Ayotzinapa! Mai più Nochixtlán!
Lavoratori al potere dal Brasile al Messico fino agli Stati Uniti!
Giornata di azione e di solidarietà tri-nazionale con gli insegnanti messicani e brasiliani
Il 17 agosto, si sono svolte delle manifestazioni, in ben tre paesi e quattro città, in solidarietà con gli insegnanti messicani che stanno conducendo uno sciopero coraggioso da più di tre mesi. Stanno combattendo contro la falsa “riforma dell’istruzione” che in realtà è un attacco capitalistico alla pubblica istruzione e agli insegnanti sindacalizzati, in Messico e nel mondo. A Rio de Janeiro, a Oaxaca, a Città del Messico e a New York City, i manifestanti hanno ammonito “Fermare la repressione degli insegnanti messicani.” Durante lo sciopero della CNTE (Coordinamento Nazionale dei Lavoratori dell’Istruzione), gli insegnanti degli Stati di Chiapas, Oaxaca, Guerrero e Michoacán hanno sfidato attacchi micidiali da parte della polizia, tra cui il massacro del 19 giugno a Nochixtlán, Oaxaca. L’azione tri-nazionale è stata iniziata dal sindacato degli insegnanti del Brasile, il SEPE-RJ di Rio de Janeiro che era appena uscito da uno sciopero risoluto, durato più di cinque mesi, il più grande e più lungo della sua storia, che ha portato all’acquisizione d’importanti conquiste. A Rio, nel mezzo dei giochi olimpici, oltre 100 insegnanti, studenti e attivisti hanno marciato al Consolato messicano, dove hanno affrontato una linea di battaglione d’assalto della polizia militare. A Oaxaca la manifestazione di solidarietà si teneva al cancello d’ingresso del Dipartimento statale dell’Istruzione, che è stato chiuso da circa 200 scioperanti della CNTE e a città del Messico si è tenuta presso la tendopoli del presidio degli insegnanti, dove erano presenti 60 partecipanti. A New York, parecchie dozzine di manifestanti hanno partecipato a un picchetto davanti al Consolato messicano, tra i partecipanti vi erano i membri della neonata Trabajadores Internacionales Clasitas (gruppo di Lavoratori per la Lotta di Classe Internazionale). L’azione del 17 agosto ha sottolineato l’importanza della lotta internazionale basata su di un programma di classe rivoluzionaria. Giornata tri-nazionale di azioni di solidarietà con gli insegnanti brasiliani e messicani (18 agosto 2016).
Abbasso la Fortezza Europa razzista!
Pieni diritti di cittadinanza per tutti gli immigrati!
Per Stati Uniti Socialisti d’Europa!
Italia: La crisi dei rifugiati e la barbarie capitalista
Le immagini grafiche di corpi senza vita distesi lungo le coste del mare Mediterraneo e dei sopravvissuti traumatizzati che piangono per la perdita dei loro cari hanno portato la crisi europea dei rifugiati sotto i riflettori. Il flusso massiccio di profughi disperati e degli immigrati verso l’Europa è il risultato della devastazione imperialista del Medio Oriente, Africa e parte dell’Asia. La reazione dei paesi dell’Unione Europea (UE) al flusso di profughi è stata quella di costruire recinti per tenerli fuori, mettendo in piedi migliaia nei campi di concentramento. Le borghesie della UE vogliono controllare l’immigrazione di modo che possa entrare solo chi sia potenzialmente utile ad aumentare i loro profitti. Il Nucleo Internazionalista d’Italia e la Lega per la Quarta Internazionale offrono un Programma di Transizione per l’azione dei lavoratori ivi compresa la richiesta di asilo per i siriani e gli altri rifugiati in fuga dalle guerre e dalle persecuzioni e i pieni diritti di cittadinanza per tutti gli immigrati. Facciamo appello a chiudere i centri di detenzione, a opporsi alle leggi razziste sull’immigrazione e a mobilitare i lavoratori in azioni atte a fermare le deportazioni. Andare alla fonte di questa migrazione di massa significa lottare per scacciare gli imperialisti, i più grandi assassini di massa di tutti. Comunque, una tale lotta di classe va contro i programmi di collaborazione di classe dei vari gruppi che pretendono di essere trotzkisti, che hanno sostenuto i governi di fronte popolare che hanno messo in piedi i campi di detenzione e hanno sostenuto i “ribelli” pro-imperialisti dalla Libia alla Siria. La lotta per i diritti degli immigrati è inseparabile dalla lotta per la rivoluzione socialista su entrambe le sponde del Mediterraneo. Italia: a crisi dei rifugiati e la barbarie capitalista (agosto 2016).
“Comunisti” che si oppongono alla richiesta d’asilo per i rifugiati siriani
Strani incontri con la LCI
Maggio 2016 - Alla Fête di Lutte Ouvrière, poco fuori Parigi, abbiamo avuto strane e accalorate “discussioni”, se si può chiamarle così, con quadri dirigenti, esponenti della Lega Comunista Internazionale, LCI, che hanno accusato i membri della Lega per la Quarta Internazionale di essere dei “liberali buonisti" e sostenitori di “imperialismo umanitario”, a causa della nostra rivendicazione di asilo per i rifugiati, sia siriani sia altri. La loro frenesia nel lanciare accuse contro la Lega per la Quarta Internazionale è il riflesso di un’estesa disputa interna in seno alla LCI sull’immigrazione. A fronte della crisi dei rifugiati esplosa l’anno scorso, questi ex trotskisti limitano insistentemente le loro rivendicazioni sul diritto di cittadinanza per gli immigrati a “coloro che ce l’hanno fatta ad arrivare” e ora si oppone alla rivendicazione del diritto d’asilo completo e illimitato e al diritto degli immigrati e dei rifugiati ad usufruire dei servizi sanitari e sociali oltre che al diritto di viaggiare all’interno dell’UE. La LCI stava per pubblicare un articolo con queste rivendicazioni, l’ha poi ritirato dicendo che seminava illusioni in un’ “Europa sociale” e rifletteva “una linea reazionaria e utopica di ’apertura delle frontiere’.” Nel respingere tali rivendicazioni, la LCI dei nostri giorni gira le spalle ancora una volta alla propria storia e al patrimonio del trotskismo rivoluzionario. Invece di farsi campioni degli oppressi, concentrandosi esclusivamente sulla opposizione alla illusione liberale borghese delle “frontiere aperte” sotto il capitalismo, in pratica si è alleata con gli elementi xenofobi più retrogradi della borghesia. Strani incontri con la LCI (agosto 2016)
Riforgiare la IV Internazionale, partito mondiale della rivoluzione socialista!
Tornare al trotskismo!
Giulia e Carlo
Due compagni, che sono stati i principali dirigenti della Lega Trotskista d’Italia (LTd’I), sezione italiana della Lega Comunista Internazionale (ICL) tra il 1993-1999, rispettivamente con 21 e 27 anni di militanza nella Tendenza Spartachista, si sono dichiarati in solidarietà politica con la Lega per la Quarta Internazionale. Tra il 1999 e il 2001 questi compagni sono stati sottoposti a una feroce persecuzione politica che ha comportato il sopportare grottesche accuse, come quella di fingere una malattia, sollevare false rimostranze nei confronti della dirigenza LCI e nascondere le proprie differenze politiche. Dopo un cambio di direzione da una cricca a un altra, la LCI ha tirato la conclusione che tale persecuzione era stata una “caccia alle streghe burocratica” basata su delle “esagerazioni grossolane se non complete falsificazioni”, però non ha mai informato i compagni in questione di tutto questo. Il loro documento fa una lista in dettaglio su come l’abbandono della LCI del programma rivoluzionario in Italia rifletta una degenerazione politica più ampia di questa organizzazione, a partire dall’abbandonare l’appello per sconfiggere la propria borghesia imperialista, dopo 9/11 (che ha portato al sostegno agli Stati Uniti nell’invasione di Haiti durante il terremoto del 2010 e successivamente a ripudiare questo tradimento social-imperialista), fino alle questioni sindacali negli Stati Uniti, alla crisi in Grecia e alla guerra in Siria di oggi. Il loro documento propone un programma internazionalista di lotta di classe, in particolare sulla oppressione delle donne e per i diritti degli immigrati e dei rifugiati, un tema scottante oggi in Italia nella lotta per un socialista stati uniti d’Europa. Essi concludono: “L’attuale ICL non è posto per un comunista. A coloro che sono ancora nella LCI, che vogliono ancora essere comunisti, lanciamo l’invito a leggere e studiare le pubblicazioni della Lega per la Quarta Internazionale, come abbiamo fatto noi, di modo che possiate riconoscere il programma trotzkista al quale siamo stati conquistati anni fa.” Tornare al trotskismo! (11 maggio 2016)
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